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Bank of America fa il pieno di utili

Riduzione dei costi, migliore qualità del credito, buoni risultati della divisione di trading: è questa la ricetta che nel secondo trimestre ha fatto crescere del 63% a 4,01 miliardi di dollari i profitti netti di Bank of America. Risultati molto positivi, ma velati dall’ombra di un fatturato in crescita solo modesta (+3,5% a 22,73 miliardi, meno dei 22,79 attesi dagli analisti) che lascia la banca un passo indietro rispetto alle grandi rivali, protagoniste nei giorni scorsi di rialzi ben più marcati.
La spina nel fianco dell’istituto di Charlotte sono ancora i mutui, ingombrante eredità della crisi del 2008 e dell’acquisizione della società specializzata in prestiti Countrywide Financial. Nel trimestre i profitti derivati dall’erogazione di mutui sono calati del 22% a 1,41 miliardi, mentre la divisione immobiliare di Bank of America ha visto crescere le perdite da 744 a 937 milioni di dollari. Una schiarita nei prossimi trimestri è tuttavia possibile: nel periodo aprile-giugno i prestiti inadempienti sono calati del 54% a 492.000 e le spese a questi collegate sono scese del 6% al di sotto dei 2 miliardi di dollari. Inoltre, gli accantonamenti contro eventuali future perdite collegate al credito sono calate da 1,77 a 1,21 miliardi.
«La buona notizia è che le nostre attività riflettono il più generale miglioramento dell’economia», ha detto l’amministratore delegato Brian Moynihan. L’utile pari a 32 centesimi per azione, incluso il pagamento di dividendi su titoli privilegiati, è stato nettamente superiore ai 2,46 miliardi, 19 centesimi per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso e dei 25 centesimi attesi dagli analisti. A sostenere il giro d’affari di Bank of America, che come detto è cresciuto a 22,73 miliardi di dollari, è in particolare la divisione di retail banking, che ha registrato un fatturato di 7,5 miliardi di dollari e profitti in rialzo del 15% a 1,4 miliardi. Le attività di trading hanno ottenuto nel trimestre i rialzi maggiori, con l’utile netto passato dai 497 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno scorso a 959 milioni. In particolare l’intermediazione di titoli è aumentata del 53%: «È stato uno dei trimestri migliori dal 2010», ha detto il direttore finanziario Bruce Thompson, sottolineando che Bank of America ha «continuato a migliorare la propria posizione patrimoniale, nonostante l’impatto negativo dei più alti tassi di interesse sul portafoglio di bond». Il suo riferimento è chiaro: nelle ultime settimane la Federal Reserve ha aperto alla possibilità di una riduzione delle misure di stimolo all’economia già quest’anno e questo ha fatto alzare i tassi di interesse di lungo termine. C’è tuttavia spazio per un cauto ottimismo: il miglioramento del mercato immobiliare e della congiuntura economica farà aumentare gli acquisti di case e, di conseguenza, la richiesta di mutui.

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