Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banda ultralarga, voucher fermi tra esame Ue e concorrenza

Tutto bloccato a Bruxelles. E con l’Antitrust italiana pronta intanto a risollecitare il governo sui rischi per la concorrenza. La nuova tranche di voucher per la banda ultralarga, la “fase 2”, non parte. Ai blocchi più di 800 milioni, parte del piano varato il 5 maggio 2020 dal Comitato banda ultralarga, su cui ora anche i nuovi ministri, in particolare il tandem Giorgetti-Colao, potrebbero volere rivedere qualcosa.

Le misure di incentivazione sono state prenotificate dal ministero dello Sviluppo alla Dg Competition della Commissione Ue lo scorso novembre. Da gennaio c’è stato uno scambio di mail tra i funzionari, ma non è ancora arrivato il via libera che consentirebbe di procedere con la notifica ufficiale e quindi sbloccare gli aiuti. Approfondimenti sono in corso sul merito, anche se il rallentamento è acuito dall’aumento dei dossier anti-crisi piombati in questi mesi a Bruxelles.

Dei nuovi voucher, che andrebbero a famiglie con Isee fino a 50mila euro (circa 320 milioni) e a piccole e medie imprese (515 milioni), si è discusso tanto già nei mesi scorsi. A settembre in una segnalazione specifica l’Antitrust aveva chiesto di limitare i contributi a connettività superiori a 100 Megabit al secondo, potenziabili a una velocità di un Gigabit ed eliminando il criterio di preferenza delle reti più performanti. Il Garante potrebbe tornare sul tema all’interno della più ampia segnalazione che, nell’arco di una ventina di giorni, invierà al governo Draghi e al Parlamento per proporre interventi da inserire nella legge annuale per la concorrenza. Il documento potrebbe contenere anche spunti emersi dopo le “denunce” inviate alla stessa Authority da Aiip (associazione provider), Altroconsumo, Wind Tre e Fastweb sulla fase 1 del piano voucher, tuttora in corso.

Sono varie le motivazioni che hanno portato, da punti di osservazione diversi, a contestare l’operazione partita lo scorso 9 novembre per riconoscere alle famiglie con Isee al di sotto di 20mila euro, fino a esaurimento del plafond di 200 milioni, un contributo massimo di 500 euro come sconto sugli abbonamenti alla banda ultralarga includendo l’acquisto di un tablet o di un pc. Aires e Ancra, associazioni dei commercianti di elettrodomestici ed elettronica, hanno fatto ricorso al Tar contestando la decisione di consentire solo ai gestori tlc di fornire i tablet o i pc integrandoli nella loro offerta. Infratel, la società in house del Mise incaricata di gestire la partita, solo pochi giorni dopo l’avvio della campagna ha dovuto ampliare i requisiti dei device per la concessione dei voucher, viste le difficoltà evidenziate dagli operatori (tutti tranne Tim che aveva stretto accordi ad hoc con Samsung per i tablet e Onda per i Pc) a reperire dispositivi considerati compatibili con le fasce di prezzo. Alla fine i dati al 10 marzo segnalano il 67% di risorse non ancora “attivate” o “prenotate” con 49 milioni distribuiti e prenotazioni per poco meno di 17 milioni. «Ipotizzando che i bonus prenotati vengano tutti attivati e che il ritmo si mantenga costante nei successivi trimestri (circa 50 milioni per trimestre)» le risorse dovrebbero essere utilizzate entro un anno dall’introduzione, si legge in un report dell’Osservatorio dei conti pubblici diretto da Carlo Cottarelli.

Gli operatori vedono comunque di più il bicchiere mezzo vuoto. Al giudizio positivo di Tim – a pagina 18 del suo documento di presentazione dei risultati Tim fa vedere di aver conseguito il primo risultato positivo tra disattivazioni e attivazioni dopo almeno 7 trimestri negativi, con +5mila nuovi clienti e nella stessa pagina si dichiara che «i vouchers hanno aiutato» – sono gli operatori alternativi ad arricciare il naso. Lo fanno, fra i vari motivi, perché l’erogazione del voucher è limitata al passaggio dall’Adsl al Fttc (misto fibra-rame)/Ftth (fibra fino a casa), escludendo invece il passaggio da Fttc a Ftth (se non limitatamente ai casi di portabilità del voucher). Questo – è stato rappresentato anche a vari parlamentari in questi giorni – comporterebbe un vantaggio per l’ex incumbent in virtù della sua quota di mercato sul servizio più obsoleto (Adsl). Viceversa, la clientela Fttc dell’ex incumbent non può beneficiare di un’offerta di upgrade a servizi più performanti. Di certo non aiuta la mancata pubblicazione di dati puntuali sulla distribuzione delle attivazioni per tipologia di connessione e per operatore.

Al ministero dello Sviluppo, ora guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti, si guarda con attenzione alla reale efficacia della prima tornata sul mercato. Valutazioni analoghe saranno fatte dal ministro per l’Innovazione tecnologica, Vittorio Colao, che presiederà il Comitato interministeriale per la transizione digitale che ha compiti di coordinamento e monitoraggio dell’attuazione anche sulla Strategia nazionale per la banda ultralarga. Dalle prime considerazioni dell’ex ceo Vodafone, condivise con le telco ed emerse martedì nel suo primo intervento pubblico, più che riferimenti alla politica di sostegno alla domanda spicca la necessità di accelerare il piano di copertura infrastrutturale del Paese, considerato ampiamente al di sotto delle attese.

Sulla “fase 2” dei bonus sarà decisivo il pronunciamento della Commissione Ue. Ma vanno registrati anche gli umori interni alla maggioranza. Il nuovo influente partner di governo, la Lega, ha sempre sostenuto la tesi di rivedere la distribuzione delle risorse tra famiglie e imprese, per riservarle o per concentrarsi di più sul mondo produttivo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa