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Banda ultralarga, spinta di Cola Energia, i manager da Draghi

Condividere un’agenda sul percorso da adottare in materia di sviluppo sostenibile e transizione energetica. L’incontro a Palazzo Chigi, tra il premier Mario Draghi, affiancato dal ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, con il presidente di Stellantis, John Elkann, e Claudio Descalzi, Francesco Starace, Marco Alverà e Stefano Donnarumma, ossia gli amministratori delegati rispettivamente di Eni, Enel, Snam e Terna, è durato circa un’ora ma ha un forte valore simbolico. A suggerire la scansione dei temi da affrontare, del resto, sono proprio gli ambiti assegnati al nuovo ministero guidato da Cingolani. Al dicastero fanno capo le competenze in materia di autorizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, le politiche per l’utilizzo di combustibili alternativi, la pianificazione in materia di emissione nei diversi settori economici e nei trasporti, le scelte sul fronte dell’economia circolare, così come l’obiettivo, esplicitato più volte da Cingolani, di creare una filiera dell’idrogeno per non dipendere dall’estero. Tutti temi, insomma, che investono, o già ne fanno parte, i piani di sviluppo e i bilanci di sostenibilità di top manager come Descalzi, Alverà, Starace e Donnarumma, oltre che di un gigante dell’automotive come Stellantis, nato dalla fusione tra Fca e i francesi di Psa.

L’urgenza di dare avvio a una transizione è avvertita anche dal ministro dell’Innovazione, Vittorio Colao, che in audizione alla Camera ribadisce quali sono le priorità per accelerare sul versante della digitalizzazione. «Prevediamo cinque aree di intervento — spiega Colao — che definiscono la nostra strategia di transizione digitale. Le elenco rapidamente: ammodernamento ed estensione delle infrastrutture digitali per la connettività sul territorio nazionale, in secondo luogo lo sviluppo del cloud per la pubblica amministrazione. Terzo l’interoperabilità per l’offerta di servizi digitali ai cittadini, riducendo così costose e ripetute operazioni fisiche con la Pa. Infine la sicurezza dei sistemi informatici e lo sviluppo delle competenze digitali». Un quadro di riferimento dove Colao colloca gli obiettivi da centrare. «Per il 2026 vogliamo — dice il ministro — che il 70% della popolazione usi l’identità digitale e sia digitalmente abile, vogliamo portare il 75% delle Pa italiane a usare servizi Cloud e raggiungere almeno l’80% dei servizi pubblici erogati online, oltre che il 100% delle famiglie e delle imprese raggiunte dalla banda ultra larga».

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