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Bancomat, la lente Antitrust Rischio rincari sui prelievi

Una proposta che cambierebbe i termini per il prelievo del contante agli sportelli del bancomat incidendo sul peso delle commissioni per i clienti. Una proposta di Bancomat Spa — attesa al vaglio dell’Autorità per la Concorrenza — che modifica le modalità di remunerazione del servizio di prelievo Atm. Per ora si paga la commissione interbancaria di circa 0,50 euro per ogni singolo prelievo che la banca emittente della carta riconosce alla banca proprietaria dell’Atm per l’utilizzo dell’impianto. La banca emittente a quel punto può girare o meno all’utente la commissione per ogni prelievo in base alle proprie strategie commerciali. Ma negli ultimi anni quasi tutte le banche ormai — comprese quelle online — garantiscono la gratuità delle operazioni e dei prelievi anche dagli sportelli di altre banche.

Se l’Antitrust dovesse approvare il nuovo modello di remunerazione del servizio di prelievo le cose però potrebbero cambiare. Ogni banca proprietaria dell’Atm potrebbe decidere autonomamente il costo che i clienti delle altre banche dovranno sostenere per ogni prelievo. Una decisione che sarà stabilita unilateralmente e sarà resa nota al titolare della carta sul display dell’Atm solo al momento del prelievo. Ciò potrebbe penalizzare soprattutto chi vive nei piccoli Comuni dove spesso è presente un solo sportello bancario e quindi non c’è possibilità di scelta. L’ipotesi ha già sollevato un vespaio di critiche — e ancor prima delle associazioni dei consumatori — si sono mobilitate soprattutto le banche online e gli istituti di credito medio-piccoli con pochi sportelli sul territorio.

Il circuito Pagobancomat ieri è finito nel mirino per i ritardi nell’aggiornamento di sistema del suo database nei confronti dell’invio di informazioni all’app IO su cui gira il cashback di Stato promosso dal governo. Da circa una decina di giorni migliaia di iscritti al programma non riscontrano sull’applicazione — costruita dal ministero dell’Innovazione con la piattaforma PagoPa — lo storico delle transazioni fatte con carta che darebbero diritto ad un premio del 10% sotto forma di cashback. Fonti rilevano che si tratta di un ritardo dovuto alla complessità dell’operazione di aggiornamento dell’applicazione che mira a far utilizzare al maggior numero possibile di italiani lo strumento in ottica di trasparenza contro l’evasione fiscale. Ci sarebbe un disallineamento nel flusso di dati ben superiore ai 3 giorni indicati come consueti e per questo le associazioni dei consumatori — in testa Adiconsum e Federconsumatori — si stanno già attivando per aprire un tavolo permanente con la Consap. La società controllata al 100% dal ministero del Tesoro sarà deputata a gestire i reclami, ad effettuare i bonifici del cashback e anche eventuali ristorni se non tutte le transazioni non dovessero essere accreditate. Da Pagobancomat fanno sapere che il problema è in via di risoluzione entro oggi, ma certo il rischio che non tutto fili a dovere sembra dietro l’angolo. Alcune segnalazioni parlano di problematiche relative anche al circuito Mastercard e sembrano inficiare soprattutto chi ha una carta con doppio circuito — Pagobancomat e carta di credito — soprattutto se non ha registrato compiutamente entrambe le modalità di utilizzo.

Consap ha a disposizione 4,5 miliardi di fondi pubblici, considerando anche i 221 milioni già stanziati come plafond per il cashback natalizio che invece ha funzionato complessivamente bene. Fonti vicine a Consap rilevano la difficoltà ora di attivare i reclami per le eventuali mancanze di gennaio. Sarà possibile farlo da luglio, quando finirà la prima fase relativa al 2021 che pone un tetto di 150 euro per 1500 euro di transazioni. Diverse fonti però concordano sul fatto che converrebbe conservare gli scontrini dei pagamenti con Pos in caso di transazioni non accreditate. La piattaforma PagoPa già chiede di mostrare i giustificativi per riscontrare eventuali inadempienze da parte dei circuiti che possono lasciare qualche dato per strada. Peccato che chieda di farlo tramite un bot che risponde in maniera automatica alla chat di segnalazione sull’App IO con cui l’utente si può interfacciare. Non è stato firmato un accordo con alcuna società di contact center. Fonti rilevano che nessuno avrebbe le capacità per rispondere in tempo reale. Bisogna solo attendere, nel mentre conviene conservare la vecchia carta.

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