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BancoBpm, doppio tavolo sulle polizze Per Cattolica l’ipotesi di una proroga

L’esito delle discussioni è ancora tutto da definire. Ma è certo che in casa di BancoBpm il cantiere sulla bancassicurazione è aperto. I tavoli sono stati avviati con i due partner principali, Cattolica e Covea. Con un obiettivo (ideale) di fondo: allineare le scadenze temporali degli accordi con entrambi di uno o due anni. Quando, magari, potrebbero essere più maturi i tempi per un riassetto complessivo con un nuovo partner. Un momento in cui ragionevolmente Unipol potrebbe essere il nuovo “compagno di viaggio” di piazza Meda, qualora l’intesa con Bper andasse in porto.

A dire del resto che i ragionamenti sono in corso è stato lo stesso ceo Giuseppe Castagna. «Stiamo discutendo con tutti – ha detto il banchiere a inizio febbraio – allo scopo di allineare temporalmente le due opportunità così da poter procedere a una significativa revisione dell’intera bancassurance».

Il mosaico a cui sta lavorando il banchiere parte da alcuni punti fermi per provare a fissarne altri ancora incerti. A partire da Cattolica con cui, dopo un primo strappo, si sta cercando una mediazione. «Con Cattolica abbiamo fatto alcune azioni perché pensiamo di avere il diritto di comprare la jv ma siamo partner e siamo aperti a potenziali discussione per trovare una soluzione», ha detto il banchiere. La vicenda, come noto, nasce lo scorso scorso 15 dicembre quando piazza Meda chiede il divorzio dalla compagnia poiché, secondo la banca, l’ingresso di Generali in Cattolica ha determinato un cambio di controllo. Allo scontro legale, tuttavia, si è sostituita la volontà di trovare una soluzione condivisa per evitare un arbitrato che potrebbe anche occupare 12-24 mesi. Cattolica, del resto, ha in programma il varo della seconda tranche dell’aumento di capitale a luglio e deve mettere un punto fermo nel prospetto. BancoBpm, analogamente, potrebbe avere gioco a definire quanto prima il quadro. Le posizioni rimangono distanti, al momento. Ma un’ipotesi, come detto, è quella di rimettere mano all’accordo portando la scadenza in avanti, magari alla fine del prossimo anno o al 2023.

In parallelo, si ragiona in piazza Meda, si potrebbe fare altrettanto con Covea. In questo caso i colloqui con i francesi, con cui i rapporti sono ottimi, sarebbero a livelli embrionali. La scadenza della jv in questo caso è fissata per il prossimo settembre ma l’accordo, che insiste sulla rete ex Bpm, prevede l’esercizio dell’opzione put entro giugno. Il prolungamento delle due jv per un periodo ponte sarebbe funzionale a rendere più fluido l’ingresso di un nuovo partner.

Non è un mistero che tra BancoBpm e Bper oggi ci siano interlocuzioni. Se, come si ragiona in alcune banche d’affari, a settembre dovesse davvero prendere forma l’integrazione, Unipol diventerebbe l’interlocutore naturale sul fronte assicurativo e per il gruppo guidato da Carlo Cimbri si spalancherebbero le porte a un accordo da mettere a terra in un secondo tempo. Le variabili non sono però poche e il grado di incertezza ampio. La stessa Unipol ha raffreddato gli entusiasmi per un’operazione a breve. Le strade per Modena, da Sondrio a Carige, non mancano. E sullo sfondo, ad aleggiare su BancoBpm, rimane UniCredit. La partita è ancora da giocare.

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