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BancoBpm aumenta gli utili del 68% Il gruppo pensa al primo dividendo

Le cessioni e il derisking spingono i conti del Banco Bpm nel semestre, che si chiude con un utile netto di 593 milioni di euro con una crescita del 68%, rispetto allo stesso periodo del 2018, grazie soprattutto a un secondo trimestre in accelerazione.

Ora il focus è sul nuovo piano industriale triennale, che sarà presentato entro l’anno e punterà a confermare la spinta alla redditività. L’istituto riprende inoltre a pensare alla distribuzione di un dividendo.

«Finalmente possiamo dedicare la nostra attenzione e il nostro focus sull’azione commerciale. Il nuovo piano punta sulla redditività, in quanto non abbiamo più problemi di capitale né rilevanti problemi di crediti deteriorati, rispetto ai quali possiamo andare avanti con una stabile riduzione. Dopo aver condotto un massivo derisking negli ultimi anni, non vogliamo continuare a perdere soldi solo per dover vendere in fretta i crediti deteriorati ancora in bilancio. Pensiamo di poterli ridurre organicamente per arrivare a un migliore npe ratio» indica il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, sottolineando come il costo del rischio sia sceso nel primo semestre dell’anno a 65 punti base rispetto ai 184 (116 normalizzati) registrati nel 2018. Ora gli stock crediti deteriorati netti sono pari a 6,2 miliardi con una contrazione di 537 milioni rispetto a fine 2018 (-8%).

I riflettori sono puntati sul secondo trimestre, che si chiude con un utile netto di periodo pari a 442,6 milioni, rispetto al risultato netto di 150,5 milioni realizzato nel primo trimestre (al di sopra del consensus che si fermava a 410 milioni), più che triplicato rispetto ai 129,3 milioni dello stesso periodo del 2018. L’utile per azione adjusted dell’esercizio, al netto cioè delle componenti reddituali non ricorrenti, è atteso superare i trenta centesimi di euro. «Quest’anno penso che potremo ricominciare a pensare alla distribuzione dei dividendi» indica Castagna.

Ad influire sono stati gli utili da cessione di partecipazioni e investimenti per 336,8 milioni che includono le plusvalenze lorde conseguite per effetto della riorganizzazione del comparto del credito al consumo (189,5 milioni) e della realizzazione della partnership con Credito Fondiario nella gestione delle attività di recupero dei crediti deteriorati (142,7 milioni).

Nel primo semestre 2018 erano invece presenti utili per 178,6 milioni derivanti quasi interamente dalle cessioni di quote partecipative effettuate nell’ambito della riorganizzazione del comparto del bancassurance.

Da notare tuttavia che sul fronte dei ricavi il margine di interesse è sceso nel semestre del 13,6% e le commissioni nette del 5%, mostrando però segnali di ripresa trimestre su trimestre, con il margine di interesse che è aumentato dell’1,9% e le commissioni del 4,4%: i proventi operativi core del secondo trimestre raggiungono infatti quota 969 milioni ( +3,1%). Ieri il titolo in Borsa ha chiuso in rialzo dello 0,12%.

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