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BancoBpm, al tandem Fonspa-Elliott il maxi-pacchetto di crediti deteriorati

Arriva a conclusione il piano di derisking voluto da BancoBpm sui propri crediti problematici.
La cordata composta da Credito Fondiario (Fonspa) ed Elliott si è infatti aggiudicata la gara per il portafoglio di non performig loan da quasi 8 miliardi di euro e la piattaforma di gestione dello stesso istituto.
Il cosiddetto Project Ace era stato lanciato prima dell’estate dalla banca guidata da Giuseppe Castagna.
Il consiglio di amministrazione dell’istituto ha scelto dunque l’offerta vincolante di Credito Fondiario -Elliott, che ha battuto le proposte delle altre due cordate in corsa: la prima composta da doBank, Fortress e Illimity, la seconda da Christofferson Robb & Company, Davidson Kempner, Tpg e Prelios.
Credito Fondiario ed Elliott – assistiti da Goldman Sachs, Pwc e Cbre – avrebbero soddisfatto le attese di Banco Bmp in termini di prezzo, salendo in fase di rilanci attorno al 24-25% del valore nominale. Tuttavia il prezzo finale verrà definito nei prossimi mesi in virtù delle effettive dimensioni del portafoglio e dell’accesso allo schema Gacs.
L’operazione non comprenderà soltanto il pacchetto da 7,8 miliardi di Npl (con la facoltà di ridurre l’ammontare a 7 miliardi), ma anche una partnership nella piattaforma di gestione tra BancoBpm (che porterà in dote 120 dipendenti) e il Credito Fondiario.
Tra gli scenari ipotizzati viene preferita l’opzione di utilizzo delle Gacs, cioè delle garanzie statali, che sono tuttavia in scadenza il prossimo anno.
In alternativa, a discrezione di Banco Bpm, l’operazione potrà essere strutturata in modo che il BancoBpm sottoscriva i titoli senior e che Elliot (tramite una controllata) sottoscriva i titoli junior e mezzanine che saranno emessi nel contesto della cartolarizzazione.
È prevista la creazione di una piattaforma per il recupero di Npl in partnership con Credito Fondiario, servicer specializzato con licenza bancaria, di cui il 70% sarà posseduto dallo stesso Credito Fondiario e il 30% da Banco Bpm: con un contratto di durata decennale per il servicing dell’80% dei nuovi flussi di sofferenze generate dalla banca.
Banco Bpm (che nell’operazione è stata assistita dagli advisor di Deutsche Bank, Banca Akros, Deloitte e dai legali di Chiomenti) avvierà dunque una partnership, modello già perseguito da Intesa Sanpaolo per la cessione a Intrum di un pacchetto da oltre 11 miliardi di sofferenze.
La scorsa settimana era stato già definito il riassetto delle attività nel credito al consumo, operazione correlata alla cessione del maxi-pacchetto di sofferenze. Dalla riorganizzazione del credito al consumo Banco Bpm stima un effetto positivo di circa 80 punti base sui ratio patrimoniali del gruppo, effetto che potrebbe compensare quello negativo generato dalla vendita del maxi-pacchetto di Npl.
In virtù di queste operazioni l’Npe ratio lordo alla data del 30 settembre 2018 scenderà da 15,9% a un pro-forma di 10,6%-11,3%, a seconda della dimensione del portafoglio finale. «Questa partnership si inquadra nella strategia di Credito Fondiario di posizionarsi al fianco di primarie banche italiane quale partner di riferimento» ha commentato Iacopo De Francisco, direttore generale di Credito Fondiario.

Carlo Festa

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