Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banco, scattano le fusioni

di Sergio Bocconi

MILANO — «Fino a oggi ci siamo difesi, abbiamo passato due anni e mezzo in trincea. L’aumento di capitale ci ha dato la possibilità di dedicarci al territorio e al rilancio» . Pier Francesco Saviotti presenta così agli analisti il piano industriale del Banco Popolare. E il titolo in Borsa reagisce guadagnando oltre due punti, per chiudere con un rialzo del 4,3%. Il piano, al quale ha collaborato l’advisor Value Partners, punta a raddoppiare l’utile netto nel 2013 a 603 milioni e a triplicarlo nel 2015 a 930 milioni, 270 dei quali da progetti di riassetto organizzativo e spinta commerciale. Il riassetto a sua volta prevede un aumento dell’efficienza (sono previsti 1.120 esuberi) e una semplificazione importante del gruppo: la struttura obiettivo, cinque banche del territorio e Banca Aletti, sarà raggiunta con la fusione delle Popolari di Crema e Cremona nella Lodi, mentre Efibanca sarà assorbita dalla capogruppo. Un focus domestico e di prossimità che sarà ulteriormente perseguito con nuovi alleggerimenti nella rete estera grazie alla cessione già perfezionata di Bp Ceska Republika e della Bp Hungary che invece è in corso di definizione. Saviotti però non esclude tappe successive «Sicuramente oggi c’è una diversa propensione rispetto al passato riguardo a snellire la struttura. Era composta da nove banche, con le decisioni già prese scendiamo a cinque. All’interno del consiglio di sorveglianza c’è sicuramente un dibattito e a mio avviso una propensione per ulteriori passi in questa direzione» . Si va verso la banca unica? «Onestamente penso non sia esclusa » , risponde l’amministratore delegato dell’istituto. Ciò significherebbe includere anche il Credito Bergamasco, che in Borsa vale la metà del gruppo. Esclusa invece è una nuova ricapitalizzazione. Il Banco Popolare è stato il primo istituto a muovere in tal senso con un’operazione da 2 miliardi effettuata all’inizio dell’anno, che ha consentito fra l’altro di rimborsare i Tremonti bond per 1,45 miliardi. Sul mercato non sono infrequenti voci di necessità di ulteriori rafforzamenti. Ma Saviotti risponde così: «Non faremo mai un altro aumento di capitale. Se qualcuno me lo imponesse mi dimetterei» . Il piano prevede un core tier 1 al 7,6%nel 2013 e all’ 8,3%nel 2015. «Stiamo lavorando per essere, in tempi non biblici e sicuramente ben prima dell’entrata in vigore di Basilea 3, meglio posizionati rispetto a oggi» . «Poi qualcuno dice che neanche il 7%sarà abbastanza, ma sono sicuro che una volta tornati alla normalità sarà più che sufficiente» . Saviotti ha poi ribadito che il Banco non ha «alcuna intenzione di convertire il bond» da un miliardo. «Sarebbe una tragedia, una diluizione pazzesca» , ha spiegato. «Ma lo teniamo come buffer che vale 40 punti base. In caso di emergenza potremo sempre usarlo» . Saviotti è infine «tranquillo» rispetto agli stress test: «Abbiamo fornito i nostri dati all’autorità di Vigilanza, che li ha trasmessi alla European banking authority. I dati mostrano una situazione di assoluta tranquillità. Il 5%di core tier 1, il livello minimo per essere considerati in regola sotto stress, è ampiamente superato» .

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa