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Banco Bpm stacca il primo dividendo dalla fusione

MILANO

Banco Bpm stacca il suo primo dividendo dalla fusione del 2017. Il processo di riorganizzazione e derisking dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna sta dando i primi risultati. Ora il gruppo si concentrerà sulle iniziative del nuovo piano strategico, che verrà presentato a inizio marzo e sarà incentrato su uno sviluppo organico del core business.

La banca ha chiuso il 2019 con un utile di 797 milioni, che si confronta con la perdita di 59,5 milioni dello scorso esercizio. La proposta di dividendo è di 0,08 euro per azione. Si rafforza anche la posizione patrimoniale, con un cet 1 a regime salito dal 10 al 12,8% (al netto del dividendo). Sia l’utile che il dividendo sono superiori alle attese del consensus: gli analisti si aspettavano profitti per 778,2 milioni e una cedola di 0,07 euro ad azione. Il solo quarto trimestre 2019 si chiude per Banco Bpm con un utile di 95,8 milioni contro un rosso di 583,9 milioni dello stesso trimestre 2018 (che scontava rettifiche su crediti per quasi un miliardo) e al di sopra del consensus che si fermava a 90 milioni di euro.

Nel 2019 i ricavi sono scesi del 10,1% a 4,29 miliardi rispetto al 2018, che includeva però elementi non ricorrenti per 285,7 milioni. Nel quarto trimestre i ricavi sono stati di 1,19 miliardi di euro (sopra il consensus di 1,11 miliardi), con una progressione positiva rispetto agli 1,02 miliardi del terzo trimestre del 2019. Sul fronte dei costi il lavoro di efficientamento ha ridotto nel 2019 gli oneri operativi del 6,8% a 2,6 miliardi.

Il gruppo ha proseguito nell’attività di derisking con un calo dell’npe ratio netto (rapporto tra crediti deteriorati dopo le rettifiche e totale dei crediti) dal 6,5% di fine 2018 al 5,2%. Lo stock dei crediti deteriorati netti è pari a 5,5 miliardi con una contrazione di 1,2 miliardi rispetto a fine 2018 (-17,6%). Quanto ai livelli di copertura, le inadempienze probabili sono al 39,1% (erano il 37% a settembre 2019), le sofferenze al 56,2% (55,8%) e i crediti deteriorati al 45% (42,8%). Inoltre la banca ha più che dimezzato il costo del rischio, sceso da 184 a 73 punti base, con rettifiche su crediti ridotte del 60% a 778,5 milioni.

«Sul fronte della riduzione dei costi, del derisking e della posizione di capitale Banco Bpm ha raggiunto o battuto i target del piano industriale» ha sottolineato il ceo Giuseppe Castagna. «Nell’ultimo anno del primo piano industriale fatemi sottolineare i successi nel conseguire gli obiettivi da parte del mio management team» ha detto Castagna, sottolineando come i risultati hanno permesso alla banca di «tornare al dividendo». Per l’Ad proprio sulla cedola è necessario però un approccio prudente «in modo da poter affrontare qualsiasi richiesta che dovesse arrivare dal regolatore».

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