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Banco Bpm, sfida tra Cattolica e Covéa

Sul tavolo degli advisor di Banco Bpm, Kpmg e Gatti Pavesi Bianchi, arrivano le offerte di Cattolica e di Covéa per la partnership assicurativa. Generali, invece, dopo aver studiato approfonditamente il dossier, attraverso Generali Italia, avrebbe infine deciso di non presentare alcuna proposta. D’altra parte, il ceo Philippe Donnet in più occasioni ha ricordato che nel paese la compagnia già vanta una rete particolarmente forte. Tanto che in passato il manager si era anche detto non interessato «a grandi accordi di bancassurance».
In precedenza già Zurich, che pure si era affacciata per comprendere i contorni della partita, aveva poi lasciato perdere. Da Allianz, invece, data anch’essa come papabile candidata a scendere in campo, non è stato possibile ricevere alcun commento. Risulta, in proposito, che nei giorni scorsi la compagnia avesse chiesto una proroga per poter approfondire ulteriormente la questione. Per questo non si può escludere che alla fine il colosso tedesco non sia riuscito a definire un’offerta in tempo.
Se così fosse, dunque, la partita si giocherebbe come previsto tra Covéa e Cattolica. L’esito, tra l’altro, potrebbe emergere già nel corso delle prossime settimane. Il 17 ottobre è infatti in calendario un consiglio di amministrazione di Banco Bpm e quella potrebbe essere l’occasione per definire l’eventuale partner con cui avviare una trattativa in esclusiva.
Cattolica ha comunicato ufficialmente di essere interessata a una partecipazione di maggioranza in Popolare Vita e in Avipop Assicurazioni e alla sottoscrizione di un accordo di distribuzione di prodotti assicurativi nel ramo Vita e nel ramo Danni. Altrettanto dovrebbe aver fatto Covéa. Sul tavolo c’era la possibilità di presentare una proposta per il 51% piuttosto che per l’80% della joint venture. In ragione di ciò le compagnie potrebbero aver scelto di cavalcare entrambe le opzioni. Quel che è certo è che la partita, finanziariamente, è sicuramente impegnativa. Anche perchè la posta in gioco è di rilievo: l’obiettivo è diventare il nuovo principale partner assicurativo della terza banca italiana, con una quota peraltro non trascurabile. Non è escluso dunque che i valori delle offerte possano essere anche superiori alla cifra circolata nei mesi scorsi e pari a 700 milioni.
Il processo al più tardi si dovrebbe concludere entro l’anno, ovvero alla scadenza naturale degli accordi con gli oramai ex compagni di business, Unipol e Aviva. Tra l’altro, il divorzio tra l’istituto e la compagnia guidata da Carlo Cimbri verrà disciplinato in sede arbitrale poiché non sarebbe ancora stata raggiunta un’intesa economica soddisfacente per le parti. Va detto che nel 2007, l’allora Fondiaria Sai aveva messo sul piatto una cifra vicina ai 530 milioni di euro per definire l’asse con la popolare. Negli anni però, a sostegno dell’accordo, sono stati fatti anche diversi aumenti di capitale che hanno spinto l’investimento complessivo, al netto dei dividendi, vicino ai 650 milioni. Anche per questo, probabilmente, Banco Bpm nel compiere la scelta del futuro partner assicurativo non potrà prescindere dall’aspetto finanziario. Altro elemento non marginale potrebbe essere la disponibilità del futuro alleato a prendere posizione nell’azionariato della banca con una quota rilevante, compresa potenzialmente tra il 3 e il 5%.

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