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Banco Bpm senza Fratta parla milanese

E tre. Con motivazioni e profili completamente diversi, uno dopo l’altro hanno abbandonato Banco Bpm i vertici di provenienza veronese: Maurizio Faroni, in febbraio, poi a luglio Francesco Saviotti e, ora, Carlo Fratta Pasini.
Il presidente dell’istituto ha scelto di fare un passo indietro ed ha annunciato la propria indisponibilità a candidarsi nel prossimo rinnovo delle cariche, molto atteso, nell’aprile 2020. La lista del consiglio uscente, che sarà presentata sulla base dei suggerimenti raccolti dal cacciatore di teste Egon Zehnder, potrebbe avere al primo posto un nome di grande prestigio, Massimo Tononi, ex presidente Cdp e, ancor prima, Mps. Fratta ha sottolineato la sua lunga permanenza al vertice e «l’ineludibile interesse» a usare il prossimo rinnovo del cda «per evidenziare al meglio i profili di novità e le future prospettive dell’istituto». Fratta ha guidato il Banco (poi Banco Bpm) per 20 anni. Un periodo che ha visto tanti successi – tra cui la fusione – e tanti problemi, da ultimo la vicenda della vendita dei diamanti. Ora, alla vigilia del rinnovo del cda, il Banco Bpm si scopre un po’ più Bpm.
Almeno nella lista del consiglio uscente.
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