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Banco Bpm sceglie il partner assicurativo

Banco Bpm ha chiuso la seduta di ieri in rialzo del 3,76% a 3,148 euro segnando una delle migliori performance del listino milanese. Complice l’attesa per il consiglio di amministrazione previsto per oggi. Un board che, con ogni probabilità, andrà a individuare quale sarà il partner con il quale la banca andrà a trattare in esclusiva per definire il nuovo accordo di bancassurance, una volta chiusi i rapporti con Aviva e con UnipolSai.
Sul tavolo del consiglio di amministrazione l’advisor Kmpg porterà due offerte: da un lato quella di Cattolica e dall’altro quella di Covéa. Con la prima però che, nelle ultime ore, pare aver preso il sopravvento sulla seconda. L’ultima parola spetterà in ogni caso al cda. Gli aspetti dirimenti sono sostanzialmente due: i termini finanziari e le prospettive industriali. Dal punto di vista economico le offerte oscillerebbero attorno agli 800 milioni. La cifra potrebbe essere anche più rotonda nel caso in cui sul piatto venga messo l’80% della joint venture, ipotesi che sarebbe stata cavalcata da Cattolica. Quanto agli aspetti industriali, e la valenza strategica sarebbe il fattore cruciale attorno a cui si sarebbe concentrata l’attenzione dei vertici dell’istituto, Cattolica metterebbe sul piatto tutta la propria competenza in materia di potenziale distributivo. Ma non solo. In una recente intervista al quotidiano L’Arena, il ceo della compagnia, Alberto Minali, ha sottolineato che nei giorni scorsi ha di fatto presentato alla banca un proposta migliorativa rispetto alla prima offerta. Una proposta di cui, come dice lo stesso ceo, «Banco Bpm non può non tenere conto». E questo non solo per ragioni finanziarie ma anche per «ragioni di affinità industriali, culturali e di crescita». Il mercato stesso sembra scommettere che alla fine la spunterà il gruppo assicurativo con sede a Verona. E questo perché vede nella compagine azionaria di Cattolica un appeal ulteriore. Recentemente Warren Buffet ha fatto il proprio ingresso nell’azionariato di Cattolica con una quota del 9% rilevata da Popolare Vicenza in liquidazione. Prima di ciò, però, la compagnia assicurativa ha stretto degli accordi con la Berkshire Hathaway dell’oracolo di Omaha relativamente a una partnership tecnica nell’ambito della riassicurazione. Tassello chiave per poter servire al meglio il tessuto economico del Veneto e della Lombardia fatto di tante piccole medie imprese.
Tutto questo insieme di fattori ha spinto Piazza Affari a pensare che la partita sia ormai chiusa a favore di Cattolica. L’ultima parola, però, come detto spetta al cda di Banco Bpm previsto per oggi. Ecco perchè al momento si può parlare solo di una posizione di vantaggio del gruppo guidato da Minali.
Riguardo alla tabella di marcia, se domani il board sceglierà il futuro partner a quel punto inizierà una trattativa in esclusiva per definire il perimetro dell’accordo che durerà per i prossimi 15 anni. Cattolica, come detto da Minali, punta molto su questa intesa ma la definizione della partnership è legata a doppio filo con il divorzio dai precedenti alleati. In quest’ottica non va dimenticato che la valutazione di Popolare Vita, la joint venture di Banco Bpm con UnipolSai, è in mano a un arbitro che non si esprimerà prima di fine novembre.

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