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Banco Bpm, scatto degli utili In sei mesi 593 milioni Castagna: il piano a fine 2019

Gli analisti si aspettavano un utile trimestrale di 415 milioni. Invece Banco Bpm ha chiuso il secondo trimestre a quota 443 milioni di euro di profitti, in crescita del 194 per cento rispetto al primo trimestre, un risultato quindi superiore alle attese.

Bene anche i conti del semestre, chiusi con un utile netto di 593 milioni di euro, il 68 per cento in più dello stesso periodo del 2018. Ridotto anche lo stock dei crediti deteriorati netti pari a 6,2 miliardi di euro, in contrazione di 537 milioni di euro rispetto alla fine del 2018 e di 3,3 miliardi di euro, un calo del 34,8 per cento, rispetto a un anno fa. La liquidità è invece in aumento su base mensile: dai 20,8 miliardi di euro di asset disponibili a fine giugno si è passati a 22,2 miliardi di euro, secondo il dato aggiornato al 31 luglio.

Scendendo nel dettaglio, gli utili da cessione di partecipazione si attestano a 336,6 milioni di euro grazie alla riorganizzazione del comparto del credito al consumo e alla cessione del 70 per cento della società Cf Liberty Servicing al Credito Fondiario. Giù le commissioni nette del 5,5 per cento e i costi operativi che toccano la cifra di 1,34 miliardi nel semestre e crescono sia la raccolta diretta a 105,2 miliardi sia quella indiretta a 89,1 miliardi (56,7 miliardi per il risparmio gestito e 32,4 miliardi per il risparmio amministrato). Anche gli impieghi hanno il segno più, con la crescita del 3% rispetto all’anno scorso, toccando quota 105,1 miliardi.

In conference call il ceo Giuseppe Castagna ha dichiarato che il gruppo è passato «dal derisking alla redditività». Per quanto riguarda il futuro l’amministratore delegato ha poi aggiunto che con le nuove condizioni dell’istituto «siamo liberi di concentrarci sulla profittabilità, con l’aumento dei ricavi, il mantenimento dei costi sotto controllo e delle esplorazioni delle opportunità del digitale». Non solo: Castagna ha poi chiosato: «Possibilmente entro la fine dell’anno sarà presentato il piano industriale, per il quale daremo ulteriori dettagli a tempo debito». Infine, il ceo non esclude che si possa «cominciare a valutare la distribuzione di un dividendo agli azionisti» nel quarto trimestre del 2019.

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