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Banco Bpm per ora solo

Oltre 800 milioni di euro di dividendi tra il 2020 e il 2023, con un payout medio di almeno il 40%: è quanto prevede il piano industriale 2020-2023 di Banco Bpm, che si snoda «in uno scenario macroeconomico sfavorevole». L’utile netto è atteso a 770 milioni nel 2023, con un obiettivo di rote al 7,2%. Il business plan è su base stand alone, ma l’a.d. Giuseppe Castagna ha spiegato che in futuro vede «un mercato più consolidato: quello che posso dire è che spero di partecipare a un consolidamento che venga da molte banche di media dimensione che si uniscono, piuttosto che da un’operazione ostile».

Banco Bpm si aspetta anche un miglioramento della redditività: i proventi core sono stimati a 4,1 miliardi di euro nel 2023, con una crescita media annua composta del 2,1% e un incremento delle commissioni nette in grado di «più che compensare» la riduzione del margine di interesse legata ai bassi tassi di mercato. È previsto, inoltre, un forte contributo da Banca Aletti e Banca Akros.

La sostenibilità dei proventi sarà guidata dalla specializzazione di servizi per la clientela private e imprese e dall’omnicanalità offerta a clienti family e small business. Ci sarà la trasformazione del modello di business, con oltre 600 milioni di euro investiti in tecnologia e digitalizzazione. Il miglioramento della qualità dell’attivo vedrà un Npe lordo al 5,9%, con il costo del rischio pari a 51 punti base. Il Cet 1 è previsto superiore al 12%.

«Il piano strategico viene annunciato in un contesto sicuramente impegnativo per il paese, con non poche incertezze sull’outlook macroeconomico 2020», ha osservato Castagna. «La decisione di rispettare la tempistica originaria dà seguito coerente all’impegno del gruppo di svolgere un ruolo responsabile per l’intero sistema economico, sostenendo i colleghi e le loro famiglie e garantendo pieno supporto ai clienti. Il piano si caratterizza per obiettivi ambiziosi ma raggiungibili, anche in uno scenario macroeconomico sfavorevole nel 2020». Tra le linee guida ci sono «un’attrattiva remunerazione per l’azionista, con oltre 800 milioni di euro di dividendi nel periodo, assicurando solidità di capitale e ulteriore miglioramento della qualità dell’attivo; il rilancio della produttività commerciale, la trasformazione del modello di business, la valorizzazione del personale e un profondo impegno nel sociale».

Sul fronte delle risorse umane è previsto un piano di prepensionamento volontario per 1.100 dipendenti. Il costo del personale ammonterà a 1,66 miliardi nel 2023 rispetto agli 1,7 mld dello scorso anno. Ci saranno la razionalizzazione del network, con circa 200 filiali in meno, e l’aumento del 30% delle filiali a elevata automazione. In ambito immobiliare sono previste cessioni per un miliardo di euro. Gli investimenti It supereranno i 600 milioni di euro.

Intanto la diffusione del coronavirus in Italia ha generato incertezza. «Banco Bpm ha istituito un comitato di crisi per la gestione delle emergenze, in grado di assicurare il regolare svolgimento delle attività e il continuato seguito alle esigenze dei clienti», ha spiegato l’a.d. che, interpellato sull’ops lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi, ha detto di non dover rispondere a nessuno, «perché stiamo facendo la nostra roadmap su base stand alone».

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