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Banco Bpm e la «Good bank» per le «sofferenze» del sisma

Un tempo finanziare il territorio e il suo tessuto socio-economico era attività caratteristica di banche e fondazioni. Ma nell’era della vigilanza unica e dei super-requisiti patrimoniali, aiutare popolazioni e territori è diventato sempre più difficile per tutti. Ma anche se la beneficienza sembra sotto “vigilanza”, il sistema continua a fare ciò che può, dove può: Banco Bpm, per esempio, ha donato ieri all’Episcopio di Ascoli Piceno un assegno di 850mila euro da destinare alla ristrutturazione della casa di accoglienza di Sant’Emidio distrutta dal terremoto del 2016. La somma è stata raccolta tra 20mila clienti e dipendenti dell’ex Banco Popolare, diventato Banco Bpm dopo la fusione tra i due istituti. Anche se la Bce vuole banche tutte uguali, il legame con il territorio resta un patrimonio tutto italiano: le “sofferenze”, quelle vere, si affrontano meglio così.

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