Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banco Bpm, cessioni di Npl per 13 miliardi

Banco Bpm incrementa il piano di cessione delle sofferenze a 13 miliardi di euro e archivia il 2017 con un utile netto di 557,8 milioni di euro. Inoltre continua con le cessioni degli asset non strategici.
È un piano di ampio respiro quello confermato dal consigliere delegato Giuseppe Castagna in occasione della presentazione dei dati annuali e della conference call con gli analisti.
Il Banco Bpm ha infatti chiuso il 2017 con un utile netto di 557,8 milioni di euro, comprensivo del risultato realizzato per la cessione di Aletti Gestielle Sgr, contro un passivo di 1,33 miliardi di euro nel 2016. Castagna ha confermato dunque gli obiettivi del piano industriale e promesso un utile consistente per l’esercizio 2018.
Ma i riflettori sono soprattutto sul nuovo piano di de-risking: la vendita dei non performing loan passa dagli 8 miliardi inizialmente previsti dal precedente piano fino a 13 miliardi al 2020. L’asticella era già stata alzata da Castagna a fine dicembre, quando aveva rivisto i target sugli Npl al rialzo a 11 miliardi di euro. Lo stock dei crediti deteriorati dell’istituto passerà dunque dai 30 miliardi di fine 2016 a circa 13 miliardi al 2020, con un calo di 17 miliardi di euro.
La nuova riduzione dello stock di crediti problematici viene incontro alle richieste della Bce nei confronti delle banche. «Immagino – ha indicato Castagna, in conference call con gli analisti – che saranno soddisfatti del fatto che riduciamo i crediti deteriorati di altri 10 miliardi di euro» rispetto alle previsioni iniziali del piano strategico al 2019 concordato con la Bce. La fotografia ulteriore dello stock evidenzia che i crediti deteriorati netti del Banco Bpm, a fine 2017, sono arrivati a 13 miliardi di euro con una contrazione di 3,2 miliardi rispetto a dicembre 2016 e di 1 miliardo rispetto al 30 settembre 2017.
Quanto ai livelli di copertura, il coverage sui crediti deteriorati è al 48,8% contro il 37,5% del 2016 e quello sulle sofferenze è al 58,9% in rialzo rispetto al 45,7% del 2016. «Banco Bpm intende cedere tra 5 e 6 miliardi di euro di sofferenze ricorrendo alle Gacs, la garanzia statale» ha indicato Castagna.
Tornando ai numeri di bilancio, il risultato del Banco Bpm, sostenuto dalla plusvalenza di 700 milioni realizzata con la cessione di Aletti, si confronta con una perdita aggregata del Banco Popolare e della Bpm di 1.614 milioni dell’esercizio 2016.
Inoltre i proventi operativi “core” della banca sono pari a 4,2 miliardi, in crescita del 4,9% rispetto al dato di due anni fa. Gli oneri operativi scendono a 3,05 miliardi, in calo del 18,8%. Il risultato della gestione operativa è di 1,57 miliardi, in questo caso in crescita del 60,9% rispetto ai 981 milioni del 2016.
Il Cet 1 su base proforma si attesta al 12,02% incluso l’impatto negativo di 175 punti base legato al principio contabile Ifrs 9.
Continua infine la strategia di vendita degli asset non considerati core. Banco Bpm ha raggiunto un accordo per cedere il ramo d’azienda della banca depositaria a Bnp Paribas Security Service (con advisor Mediobanca), con una plusvalenza lorda di circa 200 milioni di euro, e dei contratti di gestione delle riserve assicurative ad Anima Holding. Le due operazioni, hanno un effetto positivo sul Cet1 di 53 punti base.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non è stata una valanga di adesioni, ma c’è tempo fino a domani per consegnare le azioni Creval ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un altro passo avanti su Open Fiber, la rete oggi controllata alla pari 50% da Cdp e Enel, per accel...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il «passaggio di luglio» con la fine del blocco dei licenziamenti per le imprese dotate di ammorti...

Oggi sulla stampa