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Banco Bpm e Cattolica, guerra su jv

Banco Bpm ha comunicato a Cattolica assicurazioni l’esercizio dell’opzione di acquisto della quota del 65% detenuta dalla compagnia veronese nelle joint venture Vera vita, che detiene il 100% della società assicurativa irlandese Vera Financial Dac, e Vera assicurazioni che possiede integralmente Vera protezione.

La comunicazione riporta le ragioni che portano a ritenere che l’esecuzione, in data 23 ottobre, dell’operazione societaria e industriale tra Generali e Cattolica abbia determinato un cambio di controllo su quest’ultima e quindi dia titolo al Banco Bpm di esercitare l’opzione di acquisto nelle jv. L’istituto guidato dall’a.d. Giuseppe Castagna ha anche precisato «di non aver avuto accesso, nonostante ripetute richieste formulate a Cattolica, alla documentazione relativa all’ingresso di Generali nel capitale di Cattolica e ai connessi accordi industriali, avendo peraltro Cattolica fin qui contestato, nella corrispondenza intercorsa, che si sia verificato un cambio di controllo».

Secondo il Banco il diritto ad acquistare le partecipazioni gli era stato attribuito dal patto parasociale del 2018 al ricorrere, tra gli altri, del cambio del controllo, anche di fatto, di Cattolica. Il controvalore dell’acquisto è stato calcolato in 335,7 milioni di euro.

Dura la replica di Cattolica, secondo cui «la posizione assunta dal Banco Bpm è comunque del tutto priva di fondamento, sotto ogni profilo, non trovando riscontro in alcuna previsione né di legge né di contratto, come attestato da autorevoli pareri legali indipendenti e dagli orientamenti espressi dalle autorità di vigilanza, in particolare col provvedimento di autorizzazione rilasciato da Ivass all’ingresso di Ag nel capitale. Sull’iniziativa di Banco Bpm – che ha effetti solo potenziali e del tutto teorici, perché integralmente e radicalmente contestata dalla società, che anzi ritiene di avere rilevanti crediti derivanti dagli inadempimenti del Banco Bpm agli accordi di bancassicurazione – ci si riserva ogni azione a tutela della posizione di Cattolica anche sul piano risarcitorio e reputazionale».

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