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Banchieri, stipendi al setaccio Stretta su bonus e liquidazioni

La Banca d’Italia accende il faro sulle maxi retribuzioni dei manager bancari. Dopo mesi di studio e affinamento delle regole, all’inizio di ottobre Via Nazionale ha definito i nuovi criteri a cui devono attenersi le banche per consentire lo stretto monitoraggio degli stipendi dei top manager e adeguarsi così alle richieste della European banking authority (Eba). Le nuove regole richiedono che nel conteggio siano ricomprese e dettagliate tutte le possibili forme di remunerazione, inclusi accordi privati o altri tipi di retribuzione differita. Tutto dovrà essere reso noto con la massima trasparenza. E in tempi brevi. L’invio delle informazioni a Via Nazionale deve avvenire entro il 31 ottobre. Dunque in un paio di settimane Bankitalia avrà a disposizione un super database con gli stipendi di tutti i banchieri. 
Gli istituti di credito e gli intermediari sono stati avvisati martedì dall’Abi dell’entrata in vigore delle nuove regole con una circolare riservata firmata dal vicedirettore generale, Gianfranco Torriero, in cui vengono riportare le istruzioni e i criteri per calcolare l’esatto ammontare degli stipendi e le modalità di comunicazione, la cui frequenza sarà più ravvicinata, e in cui si precisa che per «motivi di urgenza» anche «legati ai tempi stretti della trasmissione delle informazioni» non è stato possibile fare una consultazione pubblica sul nuovo corredo di regole. Nella circolare del 14 ottobre, inoltre, l’Abi premette che Via Nazionale «ha abrogato le precedenti disposizioni in materia» di conteggio delle retribuzioni per allinearsi agli orientamenti dell’Eba. La quale con l’entrata in vigore della nuova direttiva Crd IV ha dato una stretta. In linea generale secondo le regole Ue la parte variabile dello stipendio dei banchieri non può superare la quota fissa e il variabile deve essere per almeno il 50% in azioni e una quota sostanziale, minimo il 40%, va differita per un periodo non inferiore a 3-5 anni. Questo per scoraggiare l’eccessiva assunzione di rischi da parte dei top manager per incrementare la parte di compenso variabile.
La procedura illustrata dall’Abi riguarda i cosiddetti «high earners», i banchieri con stipendio superiore a 1 milione di euro, e ai «risk takers», ossia il personale più rilevante nell’attività della banca. Per i primi lo stipendio dovrà essere scomposto indicando le componenti di remunerazione fissa, variabile e differita, precisando la tipologia del pagamento: in contanti, azioni o strumenti legati alle azioni, o altri strumenti incluse le polizze assicurative. Il tutto dettagliato per ruolo e funzione e per fascia di reddito (da 1 a 2 milioni, da 2 a 3 milioni e così via). Nelle tabelle predisposte da Via Nazionale si dovrà comunicare anche il numero di beneficiari di buonuscite e l’importo complessivo versato. Dati simili sono richiesti anche per i «risk takers», la cui individuazione deve seguire criteri molti precisi e lo stesso la composizione della retribuzione.
I vincoli Ue scatteranno quando lo stipendio totale supera 500 mila euro, se il manager fa parte dello 0,3% del personale più pagato della banca o se il compenso è superiore o uguale a quello di un altro «risk taker». Il monitoraggio sarà strettissimo e ogni eccezione dovrà essere comunicata secondo un preciso iter. Per esempio se il lavoratore è pagato più di 500 mila euro, si dovrà notificare l’eccezione a Bankitalia; se guadagna oltre 750 mila euro o fa parte dello 0,3% più pagato servirà un’autorizzazione preventiva e, infine, per il personale pagato più di 1 milione Bankitalia dovrà informare l’Eba prima di qualsiasi decisione.

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