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Banchieri, slitta il tetto Ue ai bonus

Si tratta solo di un rinvio «tecnico», assicurano i ministri e la Commissione europea: l’accordo politico è confermato e non cambierà. Fatto sta che ieri il Consiglio Ecofin non ha voluto o potuto dare il via libera definitivo alla norma che impone un tetto ai super-bonus per i banchieri. La decisione finale è rimandata ad una prossima riunione degli ambasciatori, che vedranno anche se sia possibile nelle pieghe tecniche della normativa concedere qualcosa di più ai britannici, fortemente contrari a questa decisione. Si è trattato più che altro di un gesto di riguardo verso Londra, visto che tutti assicurano che nella sostanza la norma verrà approvata senza cambiamenti e che il Parlamento europeo potrà votarla alla sessione di aprile, come previsto.
Il Consiglio Ecofin ha anche dato il via libera finale al cosiddetto «two pack», l’insieme di norme che attribuisce a Bruxelles ulteriori poteri di controllo sui bilanci nazionali. In pratica i governi dovranno sottoporre all’esame europeo i loro bilanci di previsione entro ottobre, cioè prima di averli presentati ai rispettivi parlamenti nazionali. Se la Commissione valuterà che i progetti di bilancio vadano contro le norme del patto di stabilità, potrà esigere che vengano cambiati prima di essere sottoposti al voto parlamentare.
Ma la polemica, ieri, era tutta sul tetto ai bonus dei banchieri, contenuto in un insieme di norme che traspongono nella legislazione europea gli accordi di Basilea III sul funzionamento del sistema bancario. Il compromesso raggiunto tra presidenza del Consiglio e Parlamento prevede che i bonus ai top manager non possano superare lo stipendio annuo, o che possano arrivare a due volte lo stipendio solo con una delibera esplicita del consiglio di amministrazione delle banche.
Su questo punto il governo britannico, spinto dagli interessi corporativi della City di Londra, è contrario. «Questo provvedimento farà alzare gli stipendi dei banchieri e renderà più difficile responsabilizzarli quando le cose vanno male», ha detto il cancelliere dello Scacchiere George Osborne. In realtà, la Gran Bretagna teme che il taglio alle remunerazioni porti ad una fuga dei top manager da Londra verso banche extra-europee.
La tesi britannica, comunque, non è passata. Solo Malta, Cipro e Repubblica Ceca la condividono, ma insieme non riescono a formare una minoranza di blocco. La norma è stata approvata. E’ stato il ministro tedesco Wolgang Schaeuble a proporre un rinvio «tecnico» per evitare un voto che avrebbe messo per l’ennesima volta il Regno Unito in minoranza. La decisione sarà presa a livello degli ambasciatori, nella speranza che qualche modifica minore possa indurre anche Londra a dire di sì. « Abbiamo assolutamente approvato il testo.
Sulla proposta di compromesso c’era un largo consenso, ma se poi in sede tecnica si riescono a trovare altri miglioramenti che possono portare a maggiore convergenza, anche nei paesi che hanno posto problemi, è meglio », ha commentato il ministro dell’Economia Vittorio Grilli.

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