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Banchieri e bonus: l’alt Bce. Intesa sospende la cedola

Anche Intesa Sanpaolo sospende i dividendi per il 2019, aderendo alla raccomandazione della Bce del 27 marzo. Lo ha deciso il board della banca guidata da Carlo Messina, sulla scia di quanto già deliberato da Unicredit, Banca Mediolanum e Banca Generali. Anche Banco Bpm ha deciso di sospendere la cedola, che sarebbe stata assegnata per la prima volta dopo tre anni dalla fusione. Stessa decisione da Ubi: «La prima volta nella ultracentenaria storia di Ubi», scrive la banca guidata da Victor Massiah in una nota.

Di fatto, tutti gli istituti dell’eurozona si stanno adeguando alla richiesta di Francoforte. Con i 30 miliardi di euro che resteranno nei bilanci, per la Bce, si possono finanziare prestiti e coprire perdite per 450 miliardi di euro. Il presidente della Vigilanza, Andrea Enria, ieri ha fatto sapere che dispone di «strumenti vincolanti» se le banche non si adegueranno e che si attende inoltre «estrema moderazione» nell’assegnazione dei bonus ai banchieri. Stessa richiesta dall’Eba. Messina ha deciso di donare 1 milione di euro dei bonus che riceverà per l’anno scorso a iniziative per il Covid-19, tutti i 21 top manager di Intesa Sanpaolo hanno deciso di donare 5 milioni. In serata Unicredit ha annunciato che il top management rinuncerà ai bonus attesi per il 2020, in pagamento dunque nel 2021, fino a 8,4 milioni andranno a UniCredit Foundation.

La decisione sullo stacco sui dividendi è per tutti rinviata a ottobre, se ci saranno le condizioni. Gli istituti ribadiscono di avere già patrimoni solidi. Per Intesa il rafforzamento sarà di 3,4 miliardi e farà superare il requisito Bce di oltre 16,5 miliardi. Per Banco Bpm il risparmio a patrimonio sarà di 837 milioni, per Ubi di 147,6 milioni. Proprio su Ubi Intesa Sanpaolo ha confermato l’ops sottolineandone «la maggiore valenza strategica» per le sinergie di costo e la copertura degli npl. Ubi ha risposto che la banca ha npl al 6,9% con le cessioni in corso, «al secondo posto dopo Unicredit».

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