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Banchieri, addio superbonus e più controlli ecco i paletti di Via Nazionale sugli stipendi

Sarà sempre più difficile per i banchieri incassare retribuzioni esose. Ieri Bankitalia ha fissato le nuove disposizioni di vigilanza che recepiscono la Crd IV e andranno votate dai soci delle assemblee sui bilanci 2014 in agenda a maggio, e contrattualizzate entro giugno 2016. «Le politiche di remunerazione e incentivazione dovranno contribuire all’obiettivo di contenimento costi, già richiamato dalla Banca d’Italia per esigenze patrimoniali e di redditività ». Diverse le novità in vista. Il compenso totale di un presidente non dovrà superare la parte fissa riservata all’ad o al dg, salvo eccezioni da votare con maggioranza dei soci qualificata. E per contenere l’impeto dei dirigenti più esposti (i risk takers), la loro parte variabile non dovrà superare la fissa. Altri limiti saranno introdotti ex post, per rafforzare il nesso della paga variabile con i rischi presi dalla banca, le sue condizioni patrimoniali e di liquidità e i comportamenti individuali. Le norme si applicheranno «con principio di proporzionalità, in maniera differenziata secondo le dimensioni delle banche»: più grandi, più stringenti le regole.

Via Nazionale censisce 100 i banchieri da oltre un milione l’anno. Ma l’ufficio studi Fabi stima ci siano 300 manager tra banche, finanziarie e assicurazioni che guadagnano in media 1,9 milioni. Nel 2013 i più pagati sono stati Enrico Cucchiani (ex ad Intesa Sanpaolo, 6,1 milioni), Alberto Nagel e Renato Pagliaro (ad e presidente di Mediobanca, 2,2 milioni a testa), Federico Ghizzoni (ad Unicredit, 1,9 milioni), Carlo Messina (ad Intesa Sanpaolo, 1,7 milioni. Anche l’Eba, regolatore londinese che risponde all’Ue, sta provando a mitigare e a rendere più trasparenti le paghe, con la costruzione, chiusa il 31 ottobre, di un archivio europeo con ogni possibile introito per chi prenda oltre i 500mila euro o faccia parte dello 0,3% dei più pagati in banca.

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