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Banche, vertice a Palazzo Chigi

Chi vi ha partecipato lo definisce il calcio d’inizio di una partita a carattere sistemico. Il vertice che si è tenuto ieri mattina a Palazzo Chigi , che aveva per oggetto le banche , va visto come il primo di una serie di incontri tecnici fra presidenza del consiglio, ministero dell’Economia, Banca d’Italia, grandi banchieri e Cassa depositi e prestiti per identificare le migliori soluzioni per risolvere i problemi ancora aperti per le banche italiane, derivanti in massima parte dai lunghi anni di crisi che abbiamo alle spalle e ben visvili nei bilanci bancari sotto forma di sofferenze .
Torneranno a incontrarsi, insomma, perché la finalità di questi meeting è di tipo operativo e non serve solo per acquisire informazioni. E le iniziative da assumere avranno un carattere, appunto “di sistema”, per evitare che problemi circostritti possano indurre effetti di contagio. Insieme al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, al governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco (il prmier ha presenziato solo all’inizio della riunione) la ricognizione sulla situazione del credito, anche alla luce delle riforme già avviate, ha avuto ieri come protagonisti anche l’amministratore delegato di Intesa San Paolo, Carlo Messina, quello di UniCredit, Federico Ghizzoni e quello di Ubi, Victor Massiah, oltre ai veritici della Cdp, Claudio Costamagna (presidente) e Fabio Gallia (ad) e Giuseppe Guzzetti presidente della Fondazione Cariplo e dell’Acri.
Il ministro avrebbe ribadito che il settore creditizio italiano è solido, come dimostra il fatto che nel corso della lunga crisi diversamente da quanto si è fatto in altri paesi le banche italiane non hanno mai bussato a denari pubblici. Tuttavia sui mercati in una situazione non particolarmente brillante del comparto in tutto il mondo i ribassi più accentuati di borsa anche ieri hanno riguardato l’Italia (-4%) insieme alla Germania (-4,7%).
Sulla dinamica di borsa di ieri pomeriggio, in particolare non è da escludere che abbiano pesato i rumors su una presunta intenzione della Bce di forzare i termini temporali per la dismissione dei crediti deteriorati da parte delle banche italiane. Voci che sono state bollate come del tutto prive di fondamento dagli addetti ai lavori. Il tema centrale, per il nostro paese, è pur sempre, però, la questione dei non performing loans : dopo gli anni della recessione i prestiti deteriorati sono pari al 18% del totale anche se è vero che, tenendo conto delle rettifiche già apportate, le sofferenze nette sono intorno a 83 miliardi.
È assai probabile che ieri si sia parlato del che fare per alleggerire in modo più celere dai crediti deteriorati le aziende più appesantite: tra queste oltre a Carige e al Monte dei paschi di Siena, vi sono anche le due banche venete per le quali si stanno defininedo aumenti di capitale. Come si sa per la Popolare di Vicenza è in cantiere un aumento di capitale fino a 1 miliardo e 750 milioni da varare entro aprile, con Unicredit come unico garante; invece per Veneto Banca il capofila del consorzio di garanzia è il gruppo Intesa San Paolo.
Le soluzioni operative, sia per la gestione degli aumenti di capitale in condizioni di mercato avverse, sia per lo smaltimento degli Npl, per ora, si possono solo intravvedere: da una parte il governo potrebbe riprendere in mano, trasformandole in un decreto, le misure per accelerare la riforma delle procedure fallimentari. Un altro progetto riguarderebbe la possibilità di costituire , accanto allo schema Gacs varato qualche tempo fa, una società-veicolo per trasferirvi sofferenze di qualità inferiore e immobili di proprietà delle banche a garanzia, con l’impegno di operatori italiani sia privati che pubblici. Inoltre, si starebbe riflettendo sulla possibilità di far partecipare agli aumenti di capitale in gestazione un nuovo fondo di investimento con il coinvolgimento di vari soggetti italiani, in modo da garantire l’inoptato.
Sul versante bancario è da regstrare, infine, la possibilità che stamattina la conferenza dei capigruppo decida di mettere la fiducia sul decreto che contiene la riforma del credito cooperativo.

Rossella Bocciareli

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