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Banche, verifica sul pil a -5,9%

Un calo cumulato del pil del 5,9% in tre anni, un crollo di borsa del 28,8% quest’anno e del 25,3% nel 2017, deflazione quest’anno (0,1% medio): è il peggiore scenario avverso ipotizzato per l’Italia dagli stress test dell’Eba diffuso con il campione di 53 istituti, il cui impatto sulle banche sarà pubblicato all’inizio del terzo trimestre.

Le nuove prove da sforzo vengono condotte sulla base di un nuovo scenario economico avverso definito dal’European systemic risk board. Si tratta di un organismo nato in Europa per monitorare le crisi sistemiche, che riflette i quattro rischi che attualmente sono ritenuti i «più importanti in grado di minare la stabilità del settore bancario. Gli istituti, in rappresentanza di 15 paesi, dovranno dimostrare come sono in grado di sopportare gli eventi esterni, nel caso di uno scenario di base e in uno avverso. Sotto esame ricadrà il 70% degli asset totali del sistema europeo, tra cui cinque banche italiane (Mps, Intesa, UniCredit, Banco popolare e Ubi), le stesse che erano state sottoposte a stress test nel 2014.

La novità, rispetto al 2014, è che la verifica sarà severa, ma non ci saranno promossi e bocciati. Non sono stati fissati requisiti minimi di capitale di vigilanza: dopo la fase delle ricapitalizzazioni che hanno vissuto le banche europee, adesso, spiega l’Eba, l’obiettivo «è piuttosto quello di valutare le vulnerabilità restanti e capire l’impatto sulle banche di ipotetiche dinamiche di mercato avverse». La verifica prenderà in esame le risposte agli shock esterni, compresi l’andamento delle economie dei paesi emergenti e il prezzo del petrolio, ma alla fine non sarà chiesto a nessuno di rafforzare il capitale. Le eventuali misure per riequilibrare i risultati non considerati in linea saranno individuate con gli Srep, il processo di revisione e valutazione prudenziale che verrà eseguito dalla Bce.

Il quadro che emerge è una brusca inversione dei premi di rischio globale, amplificato da una bassa liquidità del mercato secondario e da deboli prospettive di redditività per banche e assicurazioni, in un contesto di bassa crescita nominale e in presenza di aggiustamenti incompleti dei bilanci bancari. Lo scenario economico avverso indica una contrazione del pil europeo dell’1,2% quest’anno e dell’1,3% nel 2017, ma in crescita dello 0,8% nel 2018.

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