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Banche venete, trattativa in salita. Il nodo esuberi e il taglio dei costi

Il commissario Ue per la Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, ufficialmente continua a rendere noti «contatti costruttivi» con le autorità italiane sul salvataggio con aiuti di Stato della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Ma dal suo settore trapelano informalmente molte difficoltà sull’esito positivo della trattativa gestita per l’Italia dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Inoltre la Procura di Milano ha ricevuto – per competenza territoriale – una parte dell’attività investigativa in corso in Veneto e ha aperto un fascicolo sulla Popolare di Vicenza in relazione a un presunto ostacolo all’attività di vigilanza della Consob in occasione del varo degli aumenti di capitale.

A Bruxelles una difficoltà sostanziale ruota intorno al dubbio sulla capacità delle due banche venete di tornare in attivo in futuro, qualora Vestager autorizzasse l’aumento di capitale con fondi pubblici. Da qui scaturirebbe la richiesta di un ulteriore esborso a carico dei privati per ridurre le perdite prima dell’intervento dello Stato, che varie fonti hanno quantificato in oltre un miliardo di euro.

Altre divergenze tra l’Antitrust Ue e Roma ci sarebbero sulla riduzione dei costi (con pesanti tagli del personale di Popolare di Vicenza e Veneto Banca). Inderogabile sarebbe la richiesta di Vestager di un netto taglio degli stipendi e dei «bonus» dei dirigenti, che appaiono ingiustificati dopo il tracollo delle due banche. Non viene considerata in grado di risolvere il problema delle perdite una eventuale fusione delle due venete con il Montepaschi, che ha in fase molto avanzata (e meno problematica) la trattativa individuale per il via libera di Vestager e della vigilanza della Bce al maxi aumento di capitale con intervento dello Stato. Informalmente è trapelato che nella Commissione europea vorrebbero anche avere la certezza che l’ interesse del governo a risolvere il problema delle banche venete non sia generato principalmente (o solo) dal fatto che l’eventuale fallimento potrebbe provocare perdite di consensi nelle elezioni in arrivo.

Giuseppe Guastella Ivo Caizzi

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