Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche venete, salvataggio di Stato in bilico

È appeso al filo delle adesioni dei soci alle transazioni il salvataggio di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Di questo ieri avrebbero parlato l’amministratore delegato della Popvi e capo del comitato strategico di Veneto Banca, Fabrizio Viola, e il ministro Pier Carlo Padoan, in un incontro a Roma a via XX Settembre.

Il tempo stringe: ci sono appena 14 giorni perché l’80% dei 169 mila soci interessati aderisca alla proposta di ristoro dalla perdite accettando un versamento di 9 euro o del 15% dell’investimento originario. Ma ad oggi le adesioni sono attorno al 34%. Senza un «sì» massiccio che cancelli un’incognita stimata in circa 5 miliardi di euro per contenziosi sulla presunta truffa nella vendita di azioni, i due istituti non sarebbero in grado di accedere alla «ricapitalizzazione precauzionale», cioè all’aiuto di Stato.

Si tratta della misura eccezionale prevista dalle norme Ue per le banche che siano solvibili (cioè in condizione di coprire le perdite pregresse e prevedibili con capitale proprio) e in grado, superate le difficoltà contingenti, di camminare sulle proprie gambe («viable»). Questa condizione però non appare certa né è chiaro se le due banche si trovino nella medesima situazione. Si stima una necessità di capitale per 5 miliardi.

Il confronto con Francoforte e con la Dg Competition sarebbe, tra l’altro, proprio sui coefficienti patrimoniali. Ma il fatto che Bce abbia chiesto ai due istituti — che hanno un azionista unico, il Fondo Atlante, e sono prossimi a fondersi — la presentazione di piani autonomi («stand alone»), secondo alcuni osservatori potrebbe preludere a un loro trattamento differenziato. In sostanza, se non entrambe, almeno una potrebbe finire in risoluzione.

Potrebbe insomma scattare il «bail in», che impone la copertura delle perdite e il ristabilimento del patrimonio con il capitale dei soci (Atlante da solo ha già versato 3,5 miliardi), attraverso l’azzeramento dei bond subordinati e, qualora tale misura non fosse sufficiente, anche intaccando le obbligazioni ordinarie, che per le due banche sono pari a 13,5 miliardi di euro. Sarebbe un colpo molto pesante all’economia del Veneto e all’intero sistema bancario italiano, con conseguenze anche a livello europeo. Da qui la necessità di trovare una soluzione che possa escluderlo. Dall’incontro di ieri al Tesoro non sono arrivati commenti ufficiali, se non che si è trattato di una riunione «interlocutoria».

Intanto la Commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha aperto alla possibilità che i soci «possano essere compensati se c’è stata una vendita fraudolenta» («misselling») «con un arbitrato o direttamente, se si dimostra che in molti sono stati vittime». Un portavoce Ue in serata ha precisato che il riferimento non era ad aiuti di Stato a favore dei soci: «La responsabilità per correggere i casi di vendita abusiva spetta al venditore dei prodotti in questione, cioè alle banche».

Fabrizio Massaro

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nelle stesse ore in cui i contagi da coronavirus nel Regno Unito, in Spagna e la Francia crescono a ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Superato lo scoglio di referendum ed elezioni regionali il governo prova a stringere sulla riprivati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In un contesto incertissimo per quanto riguarda le trattative tra Bruxelles e Londra su un futuro ac...

Oggi sulla stampa