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Banche venete, è l’ora di Intesa

L’acquisizione della Popolare di Vicenza e di Veneto banca per un euro non è «un regalo» a Intesa Sanpaolo: così l’a.d. della prima banca italiana, Carlo Messina, ha risposto alle critiche provenienti da più parti all’operazione di salvataggio dei due istituti. «Credo che la definizione di regalo sia completamente sbagliata.

Interveniamo per tutelare il risparmio delle famiglie e il credito alle imprese: siamo la soluzione per accelerare la crescita del paese. Clienti e correntisti possono stare tranquilli perché entrano in un grande gruppo europeo. Gli obbligazionisti famiglie saranno sicuramente rimborsati dallo Stato e da Intesa Sanpaolo e non ci sarà nessun licenziamento: solo uscite su base volontaria». Messina ha rivelato che «il mestiere di banchiere è basato sulla fiducia e sulla reputazione: chi tradisce la fiducia dei clienti deve assolutamente pagare».

In base al testo del decreto legge approvato dal governo, Intesa Sanpaolo riceverà garanzie per circa 11 miliardi di euro: 6,351 mld in vista della due diligence sugli asset oggetto di cessione e 4 mld per gli obblighi di riacquisto, entro tre anni, dei crediti ad alto rischio non classificati come attività deteriorate. Altri 1,009 mld andranno a garanzia dei contenziosi pregressi. Alla Ca’ de Sass arriveranno subito 3,5 miliardi di supporto finanziario per garantire il mantenimento dei coefficienti patrimoniali e 1,285 mld a copertura degli oneri di ristrutturazione, per un totale di 4,78 mld, più 400 milioni di garanzie.

Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, che non si aspetta ulteriori casi di salvataggio, ha rilevato che le regole dell’intervento sono state negoziate con Bruxelles e che gli aiuti pubblici sono stati considerati «legali». Padoan si è detto «abbastanza fiducioso» sul recupero dei 5,2 miliardi erogati.

Dal canto suo, Bankitalia ha parlato di «un’operazione necessaria e inevitabile che ha evitato uno shock al mercato e al sistema produttivo». Proprio via Nazionale ha nominato i commissari liquidatori: si tratta di Claudio Ferrario, dell’ex a.d. di Bpvi, Fabrizio Viola, e dell’avvocato Giustino Di Cecco. Il consiglio di sorveglianza è composto dagli avvocati Maria Elisabetta Contino, Francesco De Santis e Raffaele Lener.

Nel frattempo Intesa Sanpaolo ha istituito, all’interno della divisione Banca dei territori, una nuova direzione regionale cui faranno capo i rami d’azienda costituiti dalle attività rilevate da Bpvi e Veneto B. La guida della nuova realtà è stata affidata ad interim a Stefano Barrese, responsabile di Banca dei territori, e si articola in due unità organizzative, cui faranno capo le strutture centrali e territoriali provenienti dalle due banche integrate, dirette da Gabriele Piccini, ex country manager Italia di Unicredit e vice d.g. della popolare vicentina.

Giacomo Berbenni

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