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Banche venete, Dombrovskis promuove la soluzione italiana

Una lancia spezzata in favore dell’Italia. E non è cosa da poco in questo momento, perché mette a tacere critiche e nervosismi nell’Unione – compresi quelli di Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e membro del consiglio Bce, che parla di scarso rispetto delle regole europee. Il gesto è di Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell’euro e della stabilità finanziaria. «Le decisioni prese dall’Italia a proposito delle due banche venete – ha detto ieri – sono in linea con le regole esistenti sugli aiuti di Stato e dell’Unione bancaria. D’altra parte, le istituzioni coinvolte hanno lavorato strettamente con le autorità italiane». Dombrovskis fa notare come siano «state rispettate le regole del burden sharing, cioè della condivisione degli oneri, visto che azionisti e obbligazionisti junior sopporteranno il costo dell’operazione in modo considerevole» e specifica che «la spesa del Governo per le banche venete sarà trattata come una tantum e quindi non avrà alcun impatto sulla discussione in merito allo sforzo strutturale che l’Italia deve fare per il 2018».
Quanto al peso per i contribuenti italiani, torna sull’argomento il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan, che ieri ha ribadito come «non ci sia preoccupazione per i conti pubblici, perché le risorse per le due venete saranno tratte dal fondo creato a dicembre (di 20 miliardi, ndr)». «Siamo molto fiduciosi – ha aggiunto il ministro – che lo Stato riuscirà a recuperare quelle risorse nel medio termine disponendo degli asset che sono in capo allo Stato dopo la separazione tra bad asset e good asset». Padoan è fiducioso anche che il decreto che permette il passaggio di Popolare di Vicenza e Veneto Banca a Intesa Sanpaolo, sia approvato dal Palramento. Il decreto, che secondo il presidente della Commissione Finanze della Camera Maurizio Bernardo non subirà modifiche nel suo iter in commissione che prenderà avvio da lunedì, perché stilato con la Ue, potrebbe contenere anche il congelamento del bond Veneto Banca, con l’obiettivo di convertire entro fine luglio. E in attesa della discussione il 10 luglio alla Camera, a fornire un ulteriore elemento di serenità è stato ieri il presidente Sergio Mattarella, che dal Canada ha fatto un plauso all’Esecutivo: «Con l’intervento delle ultime due banche in difficoltà – ha dichiarato – il Governo ha messo in sicurezza il sistema bancario italiano, con un sostegno finanziario molto minore di quello che hanno dovuto sostenere altri Paesi d’Europa». D’accordo Padoan: «La spesa pubblica per le nostre banche è limitata finora a circa un miliardo di euro – ha fatto sapere dalle colonne del settimanale tedesco Wirtschaft Woche – rispetto alle centinaia di miliardi spesi in Germania e nel Regno Unito».
La liquidazione delle banche venete non avrà impatti negativi neppure su Intesa, ha detto il presidente della Cariplo, Giuseppe Guzzetti. La banca, che oggi in Borsa ha tirato il fiato dopo giorni di rialzi per un’operazione che gli analisti in coro hanno giudicato molto vantaggiosa, «onorerà» l’impegno di pagare quest’anno 3,4 miliardi di dividendi. Intanto Intesa Sanpaolo ha fatto pervenire alle banche estere delle due venete situate nei Paesi dell’Est una lettera di benvenuto, che spiega l’operazione e accolgie la clientela estera.
Buone notizie anche sul fronte Mps. Il piano di ristrutturazione potrebbe vedere la luce verde di Bruxelles già la prossima settimana. Il piano, comprensivo dell’accordo con Atlante2 per la cartolarizzazione del fardello di sofferenze, dovrebbe andare nelle prossime ore al vaglio della Dg Comp della Commissione Ue. «Sarà risolto, mi auguro, nei prossimi giorni e in un modo assolutamente trasparente e chiaro e in pieno accordo con le istituzioni. Non vedo altri casi come quelli delle venete», ha confermato Padoan.

Katy Mandurino

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