Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche venete, cessioni per fare cassa

Popolare di Vicenza avvia il cantiere delle cessioni, mentre da Bce arriva la conferma alle indiscrezioni sull’ammanco di capitale (shortfall) delle due banche venete: 6,4 miliardi di euro, suddivisi tra 3,3 miliardi per la Vicentina e 3,1 miliardi per Veneto Banca. Quest’ultima aveva mancato lo stress test non solo nello scenario avverso ma anche in quello di base e per coprire i 228 milioni di ammanco era dovuto intervenire a fine anno l’azionista Atlante con 628 milioni.

Su queste basi comincerà il confronto con gli uffici della Concorrenza Ue guidata da Margrethe Vestager ((DgComp) sul piano di ristrutturazione che prevede la fusione senza la quale, ha detto ieri il dg di Veneto Banca, Cristiano Carrus, «è matematicamente provato che le due banche da sole vanno verso la morte». La cifra finale della «ricapitalizzazione precauzionale» potrebbe essere inferiore ai 6,4 miliardi. Al momento dell’ok al piano — così come per Mps — si stabilirà l’ammontare del contributo diretto dello Stato a favore delle banche. Molto dipenderà dall’esito della conversione degli 1,2 miliardi di bond subordinati in azioni, dai proventi dalla cessione di asset e da quanto capitale verrà bruciato per coprire le perdite «future attese o prevedibili», in particolare sui crediti deteriorati.

Ieri la PopVi guidata da Fabrizio Viola ha avviato il collocamento accelerato di parte del suo 15% in Cattolica Assicurazioni. Ai prezzi di ieri la quota del 15% vale 200 milioni circa: PopVi ha messo in vendita con Equita Sim il 6%. Tra gli acquirenti ci sarebbe la Fondazione Cariverona, che incrementa così il suo attuale 0,4% nella coop assicurativa veronese. Contemporaneamente però Cattolica ha esercitato l’opzione «put» per uscire dalla partnership con PopVi vendendole le quote in Berica Vita, Cattolica Life e Abc Assicura per 186,1 milioni. Nei giorni scorsi era stata Veneto Banca ad avviare le procedure per la cessione di Bim, il cui 70% vale 160 milioni. La cessione di Bim è importante perché alleggerirebbe Veneto Banca di 1,2 miliardi di attivi a rischio (Rwa).

Intanto, dopo che lunedì la Ue si è detta fiduciosa per il salvataggio dei due istituti, i bond senior hanno ripreso valore sul mercato. Nel frattempo si cominciano a delineare le cause del disastro: Per Carrus esisteva «un sistema» in cui chi concedeva credito lo faceva «non guardando a ciò che lo stesso avrebbe potuto dare negli anni futuri ma, in certi casi, obnubilato dalla conoscenza diretta del destinatario».

Fabrizio Massaro

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fininvest esce da Mediobanca dopo 13 anni, e con l’aiuto di Unicredit vende il suo 2% ai blocchi: ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una nuova tassa sulle multinazionali, quelle digitali e anche quelle tradizionali. Pagamento delle i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La prossima settimana il Consiglio dei ministri varerà due decreti. In uno ci saranno la governance...

Oggi sulla stampa