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Banche venete, cause a valanga

Il contenzioso nato dalla crisi delle banche venete si è riversato sul tribunale delle imprese di Venezia, facendo impennare il contenzioso. L’aumento delle iscrizioni aveva già cominciato a farsi sentire nel 2016 (+31%), ma è continuato nel 2017 con un ulteriore +15%, nonostante il flusso delle nuove cause si sia interrotto nella seconda parte dell’ anno, a causa della liquidazione coatta amministrativa, scattata a giugno 2017, di Veneto banca e Popolare di Vicenza.
Che cosa è successo?
«Siamo stati investiti da una vera valanga. Una situazione che nel nostro territorio non ha precedenti», dice Liliana Guzzo, presidente della nuova sezione specializzata in materia di imprese, riorganizzata a fine 2017 anche per far fronte all’impennata del contenzioso.
L’avvio delle procedure di liquidazione coatta cosa ha comportato?
«Ha bloccato le nuove iscrizioni, perché creditori e azionisti hanno dovuto insinuarsi nella procedura liquidatoria, e determinato l’interruzione dei procedimenti pendenti, in parte poi riassunti, ossia riavviati. Un fenomeno che spiega il calo temporaneo delle pendenze, risalite già nel primo trimestre 2018 da 862 a 1003 fascicoli».
Questo ha alleggerito i carichi?
«No, perché nel frattempo sono state avviate due maxi-cause di responsabilità contro il management, gli organi di gestione e controllo di entrambi gli istituti. Si tratta di procedimenti molto complessi, con un valore di svariati miliardi e che richiedono istruttorie onerose. Non bisogna poi dimenticare che ci stiamo occupando anche delle cause di responsabilità verso organi amministrativi di altre banche precedentemente sottoposte ad amministrazione straordinaria».
Come vi siete organizzati?
«È stata ristrutturata la sezione, che ora conta sei magistrati (fino a maggio erano quattro) assegnati in via esclusiva alla di materia d’impresa, anche se devono smaltire le cause in ambiti diversi che avevano già in carico. Nel 2017 le definizioni sono comunque cresciute del 32% per l’aumento della produttività, ma anche per l’interruzione dei procedimenti in seguito alla liquidazione coatta».

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