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Banche venete, Bruxelles verso il sì per l’unica offerta arrivata al Tesoro

C’è ottimismo a Bruxelles per il via libera europeo all’operazione lanciata mercoledì da Intesa Sanpaolo per rilevare a un prezzo simbolico le attività della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Un’operazione che il governo ha in parte costruito insieme alla Commissione europea per evitare il doloroso bail- in dei due istituti veneti e che per questa ragione alla fine dovrebbe ottenere l’appoggio delle autorità comunitarie. Al progetto tra l’altro lavorano anche la Banca centrale europea gli altri organismi comunitari interessati, come il Single Resolution Board. Tanto che proprio oggi potrebbe esserci un contatto telefonico, forse decisivo, tra il ministro Pier Carlo Padoan e la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager. In tempi brevi da Bruxelles potrebbe anche arrivare un annuncio incoraggiante sull’operazione, anche se per chiudere il dossier con un via libera definitivo serviranno ulteriori passaggi visto che nel piano di Intesa è previsto un intervento pubblico – lo Stato si farà carico delle attività meno appetibili delle venete – che dovrà passare l’esame sulla compatibilità con le regole europee sugli aiuti di Stato.
Del dossier banche venete ieri hanno parlato nel corso di una bilaterale a Bruxelles anche Paolo Gentiloni e Jean-Claude Juncker. Il premier italiano ha spiegato al presidente della Commissione i contorni del piano, che al Berlaymont, il quartier generale dell’esecutivo comunitario, è stato accolto positivamente. I due si sono promessi di riaggiornarsi visto che per chiudere la partita sono necessari altri passaggi interni italiani, ma Juncker ha dato la disponibilità ad un approccio costruttivo da parte di Bruxelles. Tanto che al termine dell’incontro Gentiloni si è spinto in avanti: «Sulle banche il filo tra le autorità italiane e quelle europee è continuo, quindi penso che si stia lavorando nella direzione giusta». E nelle prossime ore da Bruxelles potrebbero arrivare dichiarazioni capaci di coprire le spalle al premier. Se dalla Ue c’è un via libera di massima ad andare avanti con l’operazione Intesa, restano una serie di dettagli da mettere a punto. Fonti al lavoro sul dossier spiegano che oltre alla Commissione sono al lavoro anche la Bce e il Single Resolution board, l’autorità deputata alla soluzione delle crisi bancarie. E ci si aspetta che dall’accoppiata arrivi il via libera ad evitare il bail-in andando avanti con il piano. Poi si dovrà risolvere il nodo aiuti di Stato, visto che il governo sarà chiamato a farsi carico dei crediti deteriorati e delle altre passività delle banche venete con un intervento al momento stimato in una decina di miliardi. Ad ogni modo la Commissione pur con le migliori intenzioni prima di dare un via libera definitivo all’operazione dovrà esaminare l’intervento per assicurarsi che l’aiuto di Stato sia compatibile con le regole comunitarie (dovrà essere temporaneo e non distorsivo del mercato) e che comunque ci sia il burden sharing, ovvero che anche azionisti e obbligazionisti subordinati partecipino alle perdite, come previsto dalle direttive comunitarie sulle banche. Ma anche su questi aspetti il lavoro è avanzato, i dettagli sono in via di elaborazione e alla fine dovrebbe arrivare l’agognato via libera europeo. Per i più ottimisti già la prossima settimana.

Alberto D’Argenio

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