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Banche venete in attesa

Le banche italiane stanno valutando un intervento comune per salvare la Popolare di Vicenza e Veneto banca. Ciò avverrebbe versando il capitale privato per circa 1,2 miliardi di euro richiesto da Bruxelles. E questo dopo il nuovo pressing del governo sul sistema del credito.

Le posizioni, in ogni caso, sono variegate. Possibilisti appaiono i big Intesa Sanpaolo e Unicredit, purché si tratti di una soluzione condivisa con gli altri principali istituti nazionali. Una fonte spiega che la situazione delle venete è «gravissima», in quanto il tentativo del governo italiano di ottenere uno sconto dall’Europa si è incagliato. Quanto all’impegno privato, «intervenire con strumenti previsti è un tema che, se si pone, deve riguardare tutte le banche». Un’altra fonte ha osservato che «qualcosa di volontario a livello di sistema sarebbe ragionevole, si sta valutando. Tutte le banche stanno valutando se sia fattibile un intervento pro-quota: questo potrebbe aiutare il negoziato del governo». Il sistema stia ragionando sul fatto che l’iniezione aggiuntiva di 1,2 mld sarebbe decisamente meno gravosa rispetto all’onere di 11 miliardi che comporterebbe la strada della risoluzione a carico del Fondo interbancario.

Distante, secondo altre fonti di mercato, la posizione di altre banche come Banco Bpm e Ubi. La prima non sarebbe stata ancora contattata e valuterebbe la questione solo nel caso in cui venisse chiamata a farlo, per quanto al momento sia concentrata sul piano industriale legato alla fusione. La seconda è attualmente impegnata nell’aumento di capitale da 400 milioni di euro in partenza lunedì prossimo e non sembra interessata.

Ciò che sembra escluso è un intervento in stile spagnolo, che ha visto il salvataggio del Banco Popular da parte del Santander. Proprio di questo ha parlato Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue, responsabile per l’unione bancaria, affermando che «non farei paralleli» tra Popular e le banche venete. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione responsabile per l’unione bancaria, Valdis Dombrovskis. «Stiamo lavorando da vicino con le autorità italiane», ha aggiunto Dombrovskis. «Recentemente abbiamo raggiunto un accordo su Monte dei Paschi di Siena. Continuiamo il lavoro sulle altre banche». Il vicepresidente ha risposto alle polemiche sul fatto che gli stress test degli anni passati non abbiano rivelato le criticità attuali di Popular: «La situazione si è deteriorata recentemente, sia in termini di liquidità sia in termini di prezzo di azione. Il supervisore ha dovuto reagire e intervenire, ed è quello che è accaduto assicurando un modello di risoluzione di successo».

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