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Banche, utili in ripresa nel biennio

di Rossella Bocciarelli

La ripresa è lenta e nel cielo della congiuntura internazionale continuano a stazionare le nubi create dall'aumento dei rischi legati ai debiti sovrani. Però le banche italiane confermeranno la loro solidità anche nel 2010 e saranno in grado di fare fronte alle esigenze di credito di famiglie e imprese.

E' questa, in estrema sintesi, la diagnosi contenuta nell'ultimo rapporto di previsione AFO-Financial Outlook 2010-2011 diffuso ieri dall'Abi.

Secondo le valutazioni contenute nel rapporto che sono una sintesi ragionata degli input provenienti dagli uffici studi delle maggiori banche, dopo una riduzione del 29% nel 2009, l'utile netto delle banche potrà segnare una lieve ripresa pari a 5,5 miliardi di euro nel biennio 2011-2012.

Si tratterà tuttavia, secondo l'Abi, di un incremento non in grado di modificare la redditività delle banche dai livelli raggiunti nel biennio 2009-2010.

In effetti, il Return on Equity (Roe) raggiungerà nel 2012 un livello del 3,3%, valore inferiore ai livelli pre-crisi, mentre il livello dei profitti dovrebbe risultare pari quasi alla metà dei profitti generati nel corso del 2007. Del resto, il quadro della crescita economica italiana delineato nell'outlook non appare particolarmente brillante: le stime Afo parlano di un aumento del Pil pari allo 0,9 per cento per l'anno in corso dopo l'uno per cento del 2010 mentre il tasso di sviluppo tornerà all'1,3 per cento nel 2012.

Quanto agli altri aggregati creditizi stimati nel rapporto, gli impieghi al settore non finanziario dovrebbero crescere nel 2010 a un tasso del 2,2%, simile a quello del 2009, per poi crescere poco meno del 5% nel biennio 2011-2012.

Le sofferenze mostreranno un quadro di rischiosità alleggerito rispetto ai mesi scorsi: dopo una crescita di oltre il 20% nel 2010, è previsto infatti un ulteriore incremento del 10% nel 2011 per poi approdare a una sostanziale stabilizzazione nel 2012 (-1,7%).

In rapporto agli impieghi, il peso delle sofferenze passerà comunque dall'1,9% del 2009 al 2,4% del 2011 per diminuire al 2,3% nel 2012.

Le banche italiane, poi, continueranno ad agire anche sul fronte del rafforzamento patrimoniale che registrerà un incremento per tutto il triennio di previsione, con un tasso di crescita medio annuo dell'11%.

A ottobre (ultimo dato disponibile) il credito al settore privato non finanziario cresceva ad un tasso annuo del 4,6%, mentre il credito a famiglie e imprese cresceva ad un tasso annuo del 3,4%, in forte accelerazione rispetto al l'anno precedente.

In particolare, presenta variazioni positive e in accelerazione il flusso di prestiti alle imprese: da una riduzione annua del 2,3% nel 2009 a tassi di espansione del 4,9% nel 2012; il credito alle famiglie, consumatrici e produttrici, dopo il lieve rallentamento atteso per il 2010 dovrebbe crescere invece tra il 6-7% nel prossimo biennio mostrando una tendenza al consolidamento.

Quanto infine ai depositi, per il 2010, dovrebbero registrare livelli poco superiori al 4%. Tra gli altri elementi della raccolta le obbligazioni, soprattutto nel successivo biennio, dovrebbero tornare a crescere a ritmi medi del 6,5 per cento. 

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