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Banche Usa, profitti giù

La pandemia zavorra i conti delle grandi banche americane, provocando un forte calo dei profitti. Nel secondo trimestre JPMorgan ha dimezzato l’utile netto su base annua da 9,65 a 4,69 miliardi di dollari (4,11 mld euro). E questo a causa di un accantonamento da 10,47 miliardi (9,19 mld euro) per coprire le potenziali perdite su crediti. Fra gennaio e marzo JPMorgan aveva messo da parte più di 8 miliardi di dollari, proprio qualche settimana prima dello scoppio della crisi. L’istituto prevede un’ondata di insolvenze nel prossimo anno, soprattutto se l’emergenza sanitaria dovesse paralizzare l’economia più a lungo del previsto.

In ogni caso l’utile per azione di 1,38 dollari, in flessione da 2,82 dollari di 12 mesi prima, ha battuto la stima degli analisti contattati da FactSet, che si aspettavano 1,15 dollari. Il fatturato è invece cresciuto del 15% a 33 miliardi di dollari (28,9 mld euro). L’a.d. Jamie Dimon ha spiegato che, nonostante alcuni dati positivi e l’azione decisiva dei governi, «dovremo affrontare ancora molte incertezze relative all’andamento futuro dell’economia».

Per quanto riguarda Citigroup, l’utile netto trimestrale è crollato del 73% a 1,32 miliardi di dollari (1,16 mld euro) dopo accantonamenti per 7,9 miliardi. Anche in questo caso l’utile per azione, pari a 50 centesimi rispetto agli 1,95 dollari precedenti, è risultato superiore alle attese del mercato. Il fatturato è migliorato del 5% a 19,77 miliardi (17,34 mld euro).

Nel consumer banking i ricavi sono scesi del 10% a 7,34 miliardi di dollari, mentre la divisione corporate e investiment bank ha messo a segno un +21% a 12,14 miliardi, compensando parte dell’andamento negativo.

Infine, Wells Fargo ha chiuso il periodo aprile-giugno in rosso, contabilizzando la prima perdita trimestrale in oltre un decennio. Il passivo è ammontato a 2,38 miliardi di dollari (2,09 mld euro) rispetto all’utile di 6,21 mld dello stesso periodo del 2019. La perdita per azione è stata di 66 centesimi, molto peggiore delle stime degli analisti pari a 16 cent. Si tratta del primo rosso trimestrale registrato da Wells Fargo dal quarto trimestre 2008 e del terzo risultato negativo dell’ultimo secolo. Il fatturato è sceso a 17,84 miliardi di dollari (15,65 mld euro), accusando una contrazione del 17%.

Anche Wells Fargo ha attribuito la performance all’impatto economico derivante dalla pandemia, che ha costretto numerose aziende e i consumatori a chiedere proroghe nel pagamento dei debiti. Sono stati accantonati 9,57 miliardi di dollari per coprire eventuali perdite sui crediti deteriorati. A causa delle recenti pressioni sui profitti è atteso un taglio drastico del dividendo trimestrale da 51 a 10 centesimi. La decisione è arrivata dopo che il mese scorso la Federal Reserve aveva comunicato alle banche che non avrebbero potuto distribuire una cedola superiore all’utile medio degli ultimi quattro trimestri.

A Wall Street le tre banche si muovevano in maniera diversa. Soltanto JPMorgan viaggiava poco sopra la parità, mentre Citigroup cedeva oltre due punti percentuali e Wells Fargo lasciava sul terreno circa il 5%.

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