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Banche Usa oltre le attese

JPMorgan e Citigroup hanno aperto la stagione delle trimestrali delle banche americane con risultati contrastanti. La prima ha osservato una crescita dei profitti, mostrando un margine di resilienza agli effetti della pandemia, mentre la seconda ha accusato una contrazione a causa dell’aumento degli accantonamenti per perdite sui crediti. Entrambe hanno comunque battuto le stime degli analisti.

JPMorgan ha registrato fra luglio e settembre un utile netto di 9,44 miliardi di dollari (8,04 mld euro), pari a 2,92 dollari ad azione, in aumento del 4% su base annua. In leggero calo invece il fatturato, passato da 29,29 a 29,15 miliardi (24,83 mld euro), comunque sopra le attese del consenso. Sono stati accantonati 611 milioni di dollari (520 mln euro) per eventuali perdite future su crediti: un importo nettamente inferiore alle previsioni e ai 10,47 mld contabilizzati nel secondo trimestre. «Abbiamo rafforzato ulteriormente la nostra posizione patrimoniale e di liquidità, aumentando il capitale Cet 1 a 198 miliardi di dollari e le fonti di liquidità a 1.300 miliardi», ha spiegato l’a.d. Jamie Dimon.

Le commissioni globali relative alle attività di investment banking sono aumentate del 9% a 2,2 miliardi grazie ai volumi da record di raccolta di capitali registrati durante la pandemia. I ricavi totali derivanti dai mercati sono cresciuti del 30% a 6,6 miliardi. Il margine di interesse è sceso del 9% a 13,1 miliardi, mentre i ricavi da commissioni e trading sono saliti del 7% a 16,8 mld. Il Cet 1 si è posizionato al 13%, in aumento di 60 punti base dopo il pagamento del dividendo.

Quanto a Citigroup, i conti sono stati superiori alle attese grazie alla solidità dei clienti istituzionali e alla stabilizzazione dei costi dei crediti. Ciononostante l’utile netto ha ceduto il 34% a 3,2 miliardi di dollari (2,7mld euro), l’equivalente di 1,40 dollari ad azione, dal momento che sono stati accantonati miliardi di dollari per coprire eventuali perdite legate alla recessione. La cifra ha comunque superato le attese degli analisti. I ricavi sono diminuiti del 7% a 17,3 miliardi (14,7 mld euro). Citigroup ha rallentato il ritmo di rafforzamento del portafoglio di prestiti, accantonando altri 2,26 miliardi in previsione di eventuali perdite sui crediti. In ciascuno degli ultimi due trimestri erano stati messi da parte più di 7 mld.

Nel credito al consumo i ricavi sono scesi del 13%, con un crollo dell’utile del 30%. Le operazioni di investimento e corporate banking hanno invece mostrato un andamento più solido. Le entrate complessive per la banca d’investimento sono aumentate del 5%, mentre i profitti hanno visto un ribasso del 10%. L’istituto si è trovato di fronte a cambiamenti inaspettati, soprattutto quando l’a.d. Michael Corbat ha annunciato le sue dimissioni, passando le redini al presidente Jane Fraser

A Wall Street JPMorgan cedeva l’1,50% e Citigroup il 4%.

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