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Banche Usa, maxi cedole

Le grandi banche americane vogliono riportare i payout sui dividendi e i riacquisti di azioni proprie ai massimi livelli da anni, dopo che la Fed ha approvato, nei suoi stress test, i piani di capitale di tutte le 34 società. È la prima volta che tutti gli istituti passano indenni le valutazioni inaugurate nel 2011.

Bank of America, per esempio, vuole aumentare il dividendo del 60% a 0,12 dollari a trimestre e ha già ottenuto l’autorizzazione a riacquistare azioni proprie per 12,9 miliardi di dollari (11,2 mld euro). Lo scorso anno lo aveva fatto per 7,7 mld. Citigroup è pronta a restituire agli azionisti 18,9 miliardi di dollari (16,5 mld euro) nel quarto trimestre, cioè il 132% di quanto, secondo gli analisti di Wall Street, dovrebbe guadagnare nello stesso periodo. Le aspettative dei broker sul payout erano intorno al 110%. Anche Morgan Stanley e Regions Financial sono tra le banche che hanno approvato payout maggiori del 100%.

JPMorgan, prima banca Usa per asset, potrà aumentare la cedola del 12% e avviare un buyback da 19,4 mld di dollari. Anche Wells Fargo ha potuto tirare un sospiro di sollievo passando indenne gli stress test, dopo essere stata nell’occhio del ciclone per uno scandalo sulle pratiche di vendita.

In generale le banche sottoposte a stress test puntano a payout vicini al 100% degli utili attesi per l’anno prossimo: una percentuale in aumento dal 65% dello scorso anno. Questo significa che gli istituti, in alcuni casi, potranno iniziare a ridurre i buffer di capitale che molti manager esecutivi hanno ritenuto in eccesso rispetto a quanto necessario per l’assorbimento delle perdite. La nuova linea morbida della Fed potrebbe supportare a lungo i titoli delle banche, già saliti grazie all’elezione alla presidenza di Donald Trump, ma subito dopo in rallentamento a causa dei deboli indicatori economici, delle sconfitte politiche della Casa Bianca e dell’appiattimento della curva di rendimento: una dinamica che pesa sui profitti. Così l’indice Kbw Nasdaq Bank è salito del 2,8% in un anno, mentre l’S&P 500 ha messo a segno un +8,9%.

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