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Banche Usa e svizzere in vetta

di Ettore Bianchi  

Le banche private svizzere e americane rimangono padrone incontrastate del mercato mondiale. È quanto rileva il barometro 2011 curato dal quotidiano francese La Tribune e dalla società Bain & Company. Nei primi dieci posti figurano ben sette istituti dei due paesi e la top 5 è loro appannaggio.

Le prime tre posizioni sono occupate rispettivamente da Ubs, Morgan Stanley e Wells Fargo, che insieme totalizzano più di 3.500 miliardi di euro di attivi gestiti.

In particolare, Ubs si trova a quota 1.276 miliardi, seguita da Morgan Stanley a 1.251 mld e da Wells Fargo a 1.046 mld. Dietro di loro il distacco è notevole. Il quarto posto è occupato da Crédit Suisse con attivi per 647 miliardi e in quinta posizione si piazza l'americana Bank of America-Merrill Lynch con 483 miliardi. Il primo istituto al di fuori di Svizzera e Usa è il gruppo tedesco Deutsche Bank a quota 323 miliardi, seguito dall'inglese Hsbc a 292 mld. Deutsche ha approfittato dell'integrazione di Sal. Oppenheim, che ha permesso di aumentare le masse gestite e di superare la rivale britannica.

I francesi non possono invece esibire molti sogni di gloria, visto che Bnp Paribas occupa soltanto l'ottavo posto a 254 miliardi di euro. Ancora più indietro figurano Crédit Agricole e Société Générale.

I tre, messi insieme, arrivano al 37% degli attivi gestiti dalla sola Morgan Stanley.

Al vertice della graduatoria resta ancorata Ubs, che ha saputo fermare l'emorragia di capitali che l'aveva colpita tra il 2008 e il 2009. L'immagine dell'istituto era stata appannata dal coinvolgimento nell'affare Madoff e dal contenzioso con il fisco americano. Di questo avevano saputo trarre profitto le concorrenti elvetiche, che avevano guadagnato quote di mercato. Per esempio, Pictet, in decima posizione con 200 miliardi di euro, ha registrato l'anno scorso una crescita del 19%.

Secondo Christophe Tadié e Fabrice Franzen, associati di Bain & C., la fuga di capitali da Ubs è stata un fenomeno marginale.

D'altro canto, i numerosi accordi bilaterali conclusi tra Berna e altri paesi sulla questione fiscale hanno consentito di ridurre la pressione sulle istituzioni svizzere. Va anche considerato che l'uscita allo scoperto di nuovi mercati, soprattutto in Asia e America Latina, rappresenta un grosso potenziale per le grandi banche offshore.

Per quanto riguarda l'Asia, il settore nel quale le banche occidentali hanno più opportunità non è tanto quello della clientela di alto livello (affluent), dove la concorrenza di banche locali è molto forte, quanto quello dei patrimoni a partire da un milione di dollari (700 mila euro).

Nel resto del mondo il Brasile è un bacino da sfruttare: le ricchezze si stanno accumulando rapidamente, grazie soprattutto al

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