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Banche Usa a due facce

Altre due grandi banche americane, Goldman Sachs e Bank of America, hanno pubblicato i risultati trimestrali dopo quelli di JpMorgan e Citigroup della scorsa settimana. I loro numeri evidenziano un andamento opposto: la prima ha mostrato una maggiore resilienza, data da un incremento dell’utile, mentre la performance di BofA non è stata altrettanto rosea. Ciononostante i suoi risultati hanno superato le aspettative degli analisti e il cda ha deciso di ripristinare i piani di riacquisto di azioni proprie, allineandosi al via libera della Federal reserve.

Fra ottobre e dicembre Goldman Sachs ha messo a segno un significativo aumento dei profitti: l’ultima riga del conto economico e si è attestata a 4,51 miliardi di dollari (3,72 mld euro), pari a 12,08 dollari ad azione, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2019. Il fatturato è cresciuto del 18% a 11,74 miliardi (9,68 mld euro). Entrambi i parametri hanno battuto le previsioni degli analisti contattati da FactSet.

Con un portafoglio di prestiti relativamente ridotto e la forte esposizione alla sottoscrizione e alla negoziazione di titoli, Goldman Sachs si è trovata in una posizione migliore rispetto a quella delle concorrenti i. Le offerte pubbliche iniziali, i prestiti societari e i principali indici azionari hanno raggiunto nuovi record: tutti trend su cui l’istituto ha capitalizzato. I ricavi da trading sono aumentati del 23% a 4,27 miliardi di dollari. Gli investment banker hanno incassato 1,64 miliardi in commissioni aiutando a organizzare offerte di azioni e obbligazioni societarie, con un balzo del 68%. A questo si aggiungono 1,1 miliardi di dollari in commissioni derivanti da attività di fusione.

L’utile di Goldman ha subìto un impatto inferiore dagli accantonamenti per eventuali perdite future. Sono stati comunque accantonati 293 milioni di dollari per perdite su prestiti. In borsa le azioni della banca guidata dall’a.d. David Solomon sono aumentate di circa il 60% dalla fine di ottobre, raggiungendo il massimo storico di 307,87 dollari la scorsa settimana.

Quanto a Bank of America, i profitti sono scesi del 22% a 5,47 miliardi di dollari (4,51 mld euro). L’utile per azione di 59 centesimi ha comunque superato le attese degli analisti. Finora l’istituto di credito ha cancellato 828 milioni di dollari delle sue riserve: un segno che i dirigenti ritengono che potrebbe non esserci lo stress su imprese e consumatori inizialmente pensato. La Fed, che aveva limitato i rendimenti agli azionisti, ha riferito recentemente che si sarebbe potuto riprendere i piani di buyback con alcuni limiti. Il cda di BofA ha quindi autorizzato un piano di riacquisto da 2,9 miliardi di dollari per il primo trimestre. Attualmente la banca ha 8,65 miliardi di dollari di azioni circolanti e ha una capitalizzazione di mercato di 285,6 miliardi. BofA intende poi procedere con un buyback aggiuntivo da 300 milioni di dollari.

L’a.d. Brian Moynihan ha spiegato che la banca «ha continuato a vedere segni di ripresa, guidati dall’aumento della spesa dei consumatori, dalla stabilizzazione della domanda di prestiti da parte dei clienti commerciali e da mercati e attività di investimento forti». Il fatturato è ammontato a 20,1 miliardi di dollari (16,58 mld euro), in calo del 10% su base annua e inferiore alla stima degli analisti.

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