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Banche Usa in affanno

Arrivano altre notizie negative dalle banche d’affari americane. Dopo il crollo dei profitti accusato da JPMorgan e Wells Fargo a causa dei maxi accantonamenti per far fronte alla crisi, il primo trimestre si è chiuso per Goldman Sachs con un calo dell’utile netto del 46% su base annua a 1,21 miliardi di dollari (1,11 mld euro), pari a 3,11 dollari ad azione. I ricavi sono rimasti pressoché stabili a 8,74 miliardi (8 mld euro).

I primi tre mesi dell’anno hanno presentato alle banche le sfide più dure dell’ultimo decennio, con tassi di interesse vicini allo zero e l’economia globale in caduta libera. Inoltre le aziende hanno attinto interamente alle loro linee di credito, totalizzando una somma di 144 miliardi di dollari (132 mld euro) in una sola settimana nel mese di marzo, secondo quanto riferito dagli analisti di Morgan Stanley. Ciononostante il peggio deve ancora venire. In qualità di indicatori economici, i risultati delle banche si mostrano come indicatori di future problematiche. Circa un terzo degli affittuari americani non ha effettuato i pagamenti per il mese di aprile: una mossa che richiederà settimane per la ripresa del mercato dei mutui. Anche i pagamenti delle carte di credito potrebbero essere rimandati. JPMorgan e Wells Fargo hanno accantonato altri 10 miliardi di dollari per coprire eventuali perdite sui prestiti. Per Goldman Sachs, una piccola realtà che si basa sull’investment banking, quella somma ammonta a 937 milioni di dollari, quasi quanto gli 1,07 miliardi accantonati per l’intero 2019.

Anche Citigroup ha visto i profitti scendere del 46% a 2,52 miliardi di dollari (2,31 mld euro), pari a 1,05 dollari ad azione. Gli analisti di FactSet avevano previsto 1,07 dollari, salvo poi dimezzare la stima a fine febbraio. Il fatturato è invece cresciuto del 12% a 20,73 miliardi (circa 19 mld euro), oltre le stime degli esperti.

L’istituto ha incrementato gli accantonamenti per perdite su crediti di 4,92 miliardi di dollari, dai soli 278 milioni nel trimestre precedente, riflettendo in parte una variazione contabile e i timori legati all’economia. Di questi, 2,85 miliardi sono arrivati dal ramo consumer e 1,88 dal corporate. L’accantonamento complessivo ha raggiunto i 7 miliardi.

Infine, Bank of America ha registrato un calo dell’utile del 45% a 4,01 miliardi di dollari (3,67 mld euro). L’utile per azione è ammontato a 40 centesimi, mancando le attese degli analisti a 48 cent. La banca guidata dall’amministratore delegato Brian Moynihan, la seconda negli Stati Uniti in termini di asset, ha contabilizzato un fatturato di 22,77 miliardi (20,86 mld euro), inferiore ai 23 mld di gennaio-marzo 2019. Il dato ha comunque battuto le previsioni degli esperti. Sono stati accantonati altri 3,6 miliardi di dollari per far fronte a eventuali sofferenze bancarie.

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