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«Banche, undici a rischio in Europa»

 A quattro giorni dalla pubblicazione dei risultati degli stress test e degli esami complessivi ( comprehensive assessment ) della Bce sulle prime 128 banche dell’Eurozona — funzionali a far scattare, dal 4 novembre, la vigilanza unica di Francoforte sugli istituti maggiori — è la stessa authority presieduta da Mario Draghi a scendere in campo per frenare le speculazioni sulle banche promosse e soprattutto su quelle bocciate. E l’ha fatto con una nota in cui chiarisce che l’esame di stress test e qualità degli attivi ( asset quality review ) «non è ancora completato e nessun risultato finale è stato comunicato alle banche coinvolte». Di conseguenza «qualsiasi notizia sui risultati degli stress test di qui a domenica prossima, quando verranno resi noti ufficialmente, è assolutamente speculativa».
Il tema quanto mai caldo considerato che oggi la banca centrale comunica i risultati effettivi ai singoli istituti. I quali fino a domenica potranno prendere atto dei risultati e cominciare ad approntare le contromisure, anche convocando i consigli di amministrazione. Anche quelli di oggi «saranno comunque dati preliminari», sottolineano fonti della Bce, perché la decisione finale sarà presa dal consiglio dei governatori domenica mattina prima della diffusione dei risultati a mezzogiorno. La Bce chiede che nell’aqr il patrimonio di vigilanza sia almeno dell’8% e che negli stress test non scenda sotto il 5,5% nello scenario estremo. In caso di sforamento, le banche hanno 15 giorni (per gli aqr) o fino a 9 mesi (per gli stress test) per indicare i piani di rafforzamento.
Sul mercato intanto i rumor si susseguono, anche se in maniera non univoca. Le Borse ne hanno preso atto mostrando una volatilità più attenuata: ieri Piazza Affari ha recuperato ancora, +1,09%, mentre più moderata è stata la crescita delle altre piazze europee. Il grande rumor è arrivato ieri mattina dalla Spagna: secondo l’agenzia Efe undici banche non supereranno i test Bce. E tre sarebbero italiane: Montepaschi, Banco Popolare e Bpm. A queste si aggiungono tre banche greche (Piraeus Bank, Eurobank Ergasias e Alpha Bank), due austriache (Erste Bank e una seconda non identificata), una portoghese (dovrebbe essere BCP Millennium), una belga (Dexia) e una cipriota, anche se i risultati sono ancora suscettibili di revisione. Ma sono circolate anche stime differenti.
In un report del 20 ottobre Jp Morgan ha promosso Mps, ieri positiva in Borsa (+4,16%): solo nello scenario peggiore la banca senese avrà un deficit patrimoniale di 200 milioni. Più problematica la situazione per Carige, per la quale la banca Usa stima un deficit di 400 milioni. Intanto l’agenzia di rating Fitch in un report ha sottolineato che alcuni istituti italiani medi rischiano di non superare gli stress test a causa dei rischi al ribasso legati alle sofferenze, alla redditività e all’andamento dell’economia.

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