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Banche, un Fondo semplificato

Semplificate le procedure relative al Fondo di solidarietà istituito in favore degli investitori delle Banche poste in risoluzione a fine 2015 (Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti). Si amplia la nozione di «investitore» che può accedere alle tutele del Fondo; prorogato al 31 maggio 2017 il termine temporale per la presentazione dell’istanza di erogazione dell’indennizzo forfetario; gratuità del servizio di assistenza agli investitori per la compilazione e la presentazione delle istanze. Sono solo alcune delle previsioni contenute nel decreto legge 23 dicembre 2016, n. 237, coordinato con la legge di conversione 17 febbraio 2017, n. 15 (in Gazzetta Ufficiale n. 43 del 21 febbraio 2017), recante: «Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio». Il cosiddetto decreto banche contiene diverse disposizioni di carattere fiscale. L’articolo 26-bis, al comma 4, modifica la disciplina sulla attività per imposte anticipate (Dta – Deferred tax assets). Le norme, si legge nella scheda illustrativa predisposta dalla Camera dei deputati, incidono sulle disposizioni che consentono di trasformare in credito di imposta le Dta qualificate – ove ad esse non corrisponda un effettivo pagamento anticipato di imposte (cd. Dta «di tipo 2») – mediante il pagamento di un canone, in particolare modificando la decorrenza della relativa disciplina, nonché i termini e le modalità per il versamento del canone. L’articolo 26-ter dispone che alle banche di credito cooperativo, in relazione alla trasformazione in crediti d’imposta delle Dta da perdite fiscali connesse ai componenti negativi di reddito, non si applichino i limiti alla riportabilità delle perdite di cui all’articolo 84 Tuir; più precisamente, non si applica la norma che stabilisce, per i soggetti che fruiscono di un regime di esenzione dell’utile, che la perdita è riportabile per l’ammontare che eccede l’utile che non ha concorso alla formazione del reddito negli esercizi precedenti. Sono poi disciplinate le misure di partecipazione di azionisti e creditori subordinati agli oneri di risanamento della banca (cd. burden sharing) e si chiarisce che la sottoscrizione delle azioni da parte del Mef è effettuata solo dopo l’applicazione delle misure di ripartizione degli oneri, allo scopo di contenere il ricorso ai fondi pubblici. Durante l’esame parlamentare è stata introdotta una norma che in seno alle misure di burden sharing consente di disporre, in luogo della conversione degli strumenti finanziari, l’azzeramento di strumenti e prestiti della banca e la contestuale attribuzione agli investitori di azioni di nuova emissione computabili nel capitale primario di prima classe. Disposta poi la neutralità fiscale, con esclusione dal computo Ires e Irap, di ogni eventuale differenza (positiva o negativa) derivante alle banche dalle misure di burden sharing. Con le modifiche apportate al Senato è stato poi previsto che il Mef trasmetta alle Camere una relazione quadrimestrale, relativa alle istanze presentate e agli interventi effettuati, nella quale sono indicati l’ammontare delle risorse erogate e le finalità di spesa. La relazione contiene le informazioni sul profilo di rischio e sul merito di credito dei debitori verso i quali l’emittente vanta crediti in sofferenza per un ammontare pari o superiore all’1% del patrimonio netto. Introdotto l’articolo 24-bis, che reca misure e interventi intesi a sviluppare l’educazione finanziaria, previdenziale e assicurativa. Viene allo scopo prevista l’adozione di un programma per una Strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. Stanziato in proposito un milione di euro l’anno a decorrere dal 2017.

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