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Banche Uk Un ticket da 15 mld

Le banche del Regno Unito potrebbero essere costrette a pagare fino a 15 miliardi di euro per ricollocare alcune delle loro attività in Europa a seguito della Brexit. L’associazione dei mercati finanziari del continente, che ha commissionato uno studio a Boston Consulting, avverte che i costi derivanti dalla creazione di nuove sedi nel territorio dell’Unione europea avrà un «impatto materiale» sulle società di credito, che potrebbe pesare sui consumatori finali.

Nel caso in cui l’accordo fra il Regno Unito e Bruxelles non venisse firmato in tempi certi, l’hub finanziario inglese potrebbe essere tagliato fuori dal continente e più di mille miliardi in asset bancari, prestiti, securities e derivati dovrebbero essere ricollocati in altre banche. Questo fatto potrebbe essere molto costoso sotto diversi punti di vista, in quanto gli istituti dovrebbero trasferire personale e uffici.

Le banche d’investimento hanno utilizzato Londra per vendere i loro prodotti in Europa, Africa e Asia. Avere il capitale concentrato in un unico luogo ha reso più efficienti gli affari, ma, nel caso in cui si perdessero i diritti di vendita ai clienti europei, circa 70 miliardi di euro in capitale azionario dovrebbero essere riallocati in rami aziendali localizzati nell’Unione. Secondo lo studio, questi costi ammortizzati in tre o cinque anni potrebbero ridurre il roe (return on equità) delle banche fra lo 0,5 e lo 0,8%.

Una questione ulteriore riguarderà il clearing, il regolamento dei rapporti generati dalle transazioni finanziarie. L’Unione europea ha proposto che un grande volume d’affari in euro si sposti sul continente. Lo studio sostiene che muovere circa 83 mila miliardi di euro in contratti legati al tasso d’interesse espresso in euro potrebbe forzare le banche a mantenere un collaterale extra compreso fra i 30 e 40 miliardi.

Un sondaggio ha comunque evidenziato che gran parte delle imprese europee non è preoccupata per tale situazione. «Le aziende intervistate», afferma la ricerca, «si aspettano che le loro banche gestiranno il problema e sopporteranno tutti i costi che la Brexit potrebbe creare».

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