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Banche Ue: servono 400 miliardi

di Fabio Pavesi

Si è visto – e in modo più che esplicito – ieri in borsa l'effetto del richiamo giunto nel week end dall'Ecofin a procedere a un rafforzamento del capitale delle banche.

Il mercato ha deciso che è meglio alleggerirsi (di nuovo) dei titoli del comparto. Lo Stoxx bancario ha così lasciato sul terreno il 3,4% con perdite vistose sulle principali banche: Barclays ha chiuso a -6,5%; Royal Bank of Scotland è scesa del 5,7%; Deutsche Bank ha archiviato la seduta a -4,5%. Male anche i big francesi (Bnp Paribas -5,5% e SocGen -6,7%) e Credit Suisse (-6,2%). Il bollettino è da guerra, come ormai capita sovente. Quasi un leitmotiv della crisi strisciante che lega insieme la paura di un default greco e le conseguenze sul sistema finanziario europeo.

E proprio sul deficit di capitale, in caso di shock sovrano, si sono esercitati in molti. Dopo gli allarmi del direttore dell'Fmi, Christin Lagarde, sul fabbisogno di 200 miliardi di nuovo capitale solo in Europa, è toccato nei giorni scorsi agli analisti di Credit Suisse avventurarsi in un'analisi impietosa. Gli analisti hanno dipinto uno scenario di intenso shock del debito sovrano dei paesi meridionali dell'Europa.

Un effetto domino che a partire dalla Grecia si propaghi agli altri paesi. In questo scenario l'impatto complessivo sul capitale delle banche europee sarebbe di 235 miliardi. Ma non basta. Per rispettare i parametri di solidità patrimoniale richiesti da Basilea 3, mancano tuttora 165 miliardi entro il 2012. E così se si somma alla fisiologica necessità di irrobustire i patrimoni per rispettare la nuova normativa, l'eventualità di un effetto contagio greco, ecco che la somma arriva alla bellezza di 400 miliardi.

Certo sono tutte ipotesi formulate a tavolino, come del resto quelle di Barclays Capital che di recente si è esercitata a calcolare la necessità di risorse aggiuntive per traguardare i nuovi parametri. Risultato: mancherebbero in Europa almeno 244 miliardi di capitale. E chi rischia di più? Per gli analisti di Credit Suisse, in caso di shock estremo, le banche greche ovviamente fallirebbero, mangiandosi l'intero capitale .

Ma anche colossi come Deutsche Bank, Commerzbank; Credit Agricole; SocGen; Barclays e Lloyd's avrebbero forti contraccolpi con il patrimonio di base a scendere ben sotto il 6 per cento.

Che il clima sulle banche sia cupo lo hanno confermato ieri gli analisti di Mediobanca Securities che in un uno studio rilevano un potenziale deficit di capitale in Europa per 151 miliardi. Solo l'adeguamento a Basilea 3 richiederebbe, per il 2012, 87 miliardi e altri 84 miliardi verrebbero bruciati dalle svalutazioni dei titoli pubblici dei paesi a rischio. Cifre solo stemperate da un taglio dei costi per 12 miliardi a da maggiori utili per 6 miliardi. Tra le banche con più necessità di capitale, per Mediobanca Securities, spiccano il Credit Agricole (15 miliardi); Bnp (19 miliardi); Deutsche Bank (17 miliardi); Commerbank (9,8 miliardi); Santander (14 miliardi) e tra le italiane UniCredit con un deficit totale stimato di 12,5 miliardi. Di cui 6,8 miliardi per ottemperare a Basilea 3 e 5,7 miliardi dalla svalutazione a prezzi di mercato dei titoli pubblici in portafoglio.

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