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Banche svizzere: adesso non hanno più segreti

Solo dieci anni fa la Svizzera era il Paese del segreto bancario, inviolabile, indiscutibile, quasi una religione di Stato. Ci andavano da tutta Europa, anzi, da ogni angolo del mondo per depositare dollari, euro, rubli nei forzieri elvetici, considerati un rifugio sicuro contro le pretese del fisco, dei creditori, degli eredi o delle ex mogli. Di queste inespugnabili mura finanziarie non resta più nulla: il segreto bancario è stato abolito.

Solo dieci anni fa le grandi società e i paperoni di tutto il mondo pagavano fior di consulenti per avere il miglior tax planning, in pratica dirottare, più o meno legalmente, redditi e capitali nei paradisi fiscali. Ogni anno sfuggivano al controllo delle autorità europee mille miliardi di euro. Oggi lo scambio di informazioni tra le amministrazioni finanziarie, sempre più veloce ed efficiente, unito a un sistema sanzionatorio sempre più severo, stanno convincendo gli strateghi della pianificazione fiscale che il gioco si è fatto troppo rischioso, meglio cercare l’accordo con il fisco e pagare il dovuto.

Stiamo vivendo, quasi senza accorgercene, una vera e propria rivoluzione silenziosa, voluta da tutti i più importanti paesi del mondo e coordina dall’Ocse con strumenti innovativi come il Crs (Common reporting standard) ed il Beps (base erosion and profit shifting) e con l’obiettivo di controllare i movimenti di capitale. Il prossimo passo sarà quello dell’abolizione del segreto professionale e dell’arruolamento dei professionisti dell’economia nella lotta contro l’evasione e l’elusione. Il Gafi ha già inserito i reati fiscali tra quelli presupposto del riciclaggio, con il conseguente rischio penale per consulenti e intermediari finanziari che sono ora obbligati a identificazione e verifica rafforzata dei clienti e alla segnalazione delle operazioni sospette alle unità antiriciclaggio presenti nei vari paesi.

Questo percorso di rafforzamento della legalità e della trasparenza proseguirà con l’obbligo di fatturazione elettronica, l’abolizione del contante, gli incentivi alla delazione e chissà cos’altro, fino al controllo completo delle attività economiche e finanziarie di cittadini e imprese: tra dieci anni l’evasione fiscale sarà solo un ricordo. Forse anche la libertà.

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