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Banche, in Svizzera l’M&A riparte da Rothschild

Ricompaiono fusioni e acquisizioni nel settore bancario svizzero. Dopo un intervallo che aveva fatto seguito alle molte operazioni degli anni scorsi, ora l’onda sta riprendendo, soprattutto sul versante degli istituti medi e piccoli. Le ultime operazioni in ordine di tempo riguardano il gruppo Rothschild & Co, che ha acquisito la ginevrina Banque Pâris Bertrand, e la banca luganese Pkb, che ha rilevato la boutique finanziaria Cogesp.

Rothschild & Co, che ha sede a Parigi, è uno dei due differenti gruppi in cui sono confluite le attività dei diversi membri della famiglia omonima (l’altro è Edmond de Rothschild), dopo l’accordo degli anni scorsi. La controllata svizzera Rothschild & Co Bank Ag, presente a Zurigo e a Ginevra, ha acquistato la Pâris Bertrand con l’obiettivo di accelerare l’espansione nella gestione di patrimoni. La banca acquisita gestisce patrimoni per circa 6 miliardi di franchi (5,5 miliardi di euro). Con questo acquisto il ramo svizzero di Rothschild & Co gestirà patrimoni per oltre 20 miliardi di franchi (18,5 miliardi di euro). I due fondatori, Pierre Pâris e Olivier Bertrand, saranno vicepresidenti esecutivi di Rothschild & Co Bank Ag. Il prezzo d’acquisto non è stato reso noto.

Nessun dettaglio sul prezzo anche per quel che riguarda l’acquisto della Cogesp (Compagnia di gestione privata) da parte della Pkb Privatbank, istituto che fa capo alla famiglia italiana Trabaldo Togna. La Cogesp ha sede a Lugano ed è specializzata nella gestione patrimoniale e nella consulenza finanziaria. Includendo la controllata italiana Cassa Lombarda, il gruppo Pkb gestisce patrimoni per circa 12 miliardi di franchi (11,2 miliardi di euro).

Nei mesi scorsi in Svizzera erano riemerse voci, che non avevano poi trovato conferme, su una fusione tra le due maggiori banche, Ubs e Credit Suisse. Herbert Scheidt, presidente della banca Vontobel e dell’Associazione svizzera dei banchieri, aveva indicato come poco probabile questa grande fusione elvetica e come molto probabili invece altre fusioni medie e piccole in Svizzera, soprattutto nel private banking. Secondo Scheidt, a spingere queste fusioni sono spesso le necessità di rafforzare la propria specializzazione e di avere una presenza sufficiente nelle nuove tecnologie.

Ubs intanto ha reso nota una dismissione in Austria. La maggior banca elvetica ha infatti ceduto le sue attività austriache di gestione patrimoniale legate a clienti facoltosi. L’acquirente è Lgt Group, istituto controllato dalla casa regnante del Liechtenstein. Le attività cedute rappresentano circa 4 miliardi di franchi (3,7 miliardi di euro) di patrimoni in gestione. Ubs ritiene che queste attività non abbiano una sufficiente quota del mercato austriaco e intende ora investire maggiormente in altri mercati. Lgt con questo acquisto diventerà leader nel comparto in Austria. Continuano nel frattempo le voci su possibili nuovi acquisti di Ubs e Credit Suisse, ciascuno per proprio conto, non in Svizzera bensì all’estero. Ma questa è nel caso un’altra partita, che riguarda i due colossi del settore bancario elvetico.

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