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Banche, super pulizia di Npl nei bilanci: ceduti 67 miliardi (a prezzi crescenti)

Con 442mila posizioni chiuse nel 2018, ben oltre il doppio della media annua registrata tra il 2006 e il 2017 (circa 193mila) la pulizia dei bilanci bancari dalle eredità delle lunghe crisi ha registrato un nuovo balzo in avanti. L’anno scorso, anche grazie alle Gacs del Tesoro, le banche hanno ceduto sul mercato Npl per 67 miliardi (contro i 33 del 2017). Tra le operazioni maggiori quelle di Mps e Banca Intesa, per 35 miliardi, dopo la mega-cartolarizzazione da 18 miliardi realizzata da UniCredit nel 2017. E mentre gli istituti miglioravano la qualità dei loro attivi con il deconsolidamento dei crediti a rischio, il flusso in entrata di nuove sofferenze è drasticamente rallentato: 19 miliardi nel 2018, il livello più basso dal 2009. Risultato: il rapporto tra l’ammontare delle posizioni chiuse nell’anno e lo stock esistente all’inizio del periodo, che aveva toccato il minimo nel 2013 (6%), ha raggiunto il 50% nel 2018 (23% nel 2017).

Un nuovo bilancio aggiornato sui tassi di recupero delle sofferenze bancarie è stato pubblicato in una Nota di stabilità finanziaria e di Vigilanza della Banca d’Italia.

Complessivamente l’anno passato l’ammontare lordo degli Npl eliminati ha raggiunto i 78 miliardi (43 nel 2017, 17 nel 2016), mentre le sofferenze chiuse con gestione interna agli istituti sono rimaste sostanzialmente costanti, intorno a 11 miliardi.

Rispetto agli anni precedenti è aumentato considerevolmente il controvalore delle posizioni chiuse assisitite da garanzie reali: il loro peso sul totale ha raggiunto il 68% nel 2018, rispetto al 53% nel 2017 e al 47% nel 2016. E l’incremento è stato ancor più forte per le cessioni sul mercato, dove l’incidenza delle posizioni assistite da pegni, ipoteche o privilegi è stata del 70% (52% nel 2017). Le Gacs del Tesoro, ovvero le garanzie sulle passività emesse nell’ambito delle cartolarizzazioni per le cessioni degli Npl, hanno avuto il ruolo chiave di aprire un canale che ha finalmente potuto raggiungere un mercato più ampio.

Il prezzo degli Npl ceduti, ricavato sulla base della rilevazione annuale condotta dal 2016 su un campione molto ampio di operazioni, è aumentato al 23% dell’esposizione lorda di bilancio al momento della cessione (17% nel 2017). In presenza di garanzie il prezzo medio è arrivato al 34%, mentre per le altre s’è fermato al 10%. Nel 2018 l’anzianità media delle sofferenze cedute era superiore ai 5 anni. Nella Nota, più in particolare, si evidenziano i miglioramenti sui tassi di recupero, sia per gli Npl ceduti via cartolarizzazione (dal 26% al 30%) sia per le sofferenze chiuse mediante procedure ordinarie (dal 44% al 46%). Il tasso medio di recupero sulle sofferenze assistite da garanzie reali (pegni, ipoteche o privilegi) è stato pari al 38%, in aumento sulle posizioni oggetto di cessione (dal 33% al 35%) e in diminuzione su quelle chiuse mediante procedure ordinarie (dal 55% al 52%). Mentre per i vecchi crediti non assistiti da garanzie reali il tasso di recupero è stato del 22%. Il tasso di recupero dei crediti in sofferenza verso imprese è lievemente cresciuto al 30% (29% nel 2017), mentre quello delle esposizioni verso famiglie è passato dal 38% al 43%. Gli analisti di Bankitalia rammentano che parte della differenza tra tassi di recupero sulle sofferenze cedute e prezzi di cessione deriva dal fatto che i primi (più elevati) tengono anche conto dei flussi (recuperi “parziali”) incassati dalle banche nel periodo precedente la chiusura della posizione.

L’altro dato interessante riguarda i tempi delle pulizie di bilancio. La quota di Npl usciti dai bilanci nell’arco dell’anno, che era scesa gradualmente fino al 6% nel 2013, ha raggiunto il 50% nel 2018 (23% nel 2017). Anche in questo caso a fare la differenza sono state le maggiori cessioni sul mercato. In particolare per le posizioni aperte nel 2016, ultimo anno per il quale si può valutare il tasso di smaltimento a due anni, il numero di posizioni chiuse entro un biennio dall’ingresso a sofferenza è stato pari al 67%, in aumento rispetto al dato registrato lo scorso anno.

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