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Banche, stretta sulle linee di credito

di Gianfranco Ursino

Banche sul piede di guerra contro il decreto sulle liberalizzazioni. «Il Governo non può chiederci di offrire alla clientela servizi gratuiti, si snatura la dimensione d'impresa bancaria». Lo ha detto ieri il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, nel corso della presentazione dell'accordo siglato dall'Abi e dal Governo per la nuova moratoria dei crediti per le Pmi (vedi servizi alle pagine 45-46). Un'esortazione che il numero uno dell'Abi ha espresso sull'eco delle notizie che arrivavano dalla commissione Industria del Senato. Nella seduta di ieri la commissione ha approvato in extremis una serie di emendamenti al decreto liberalizzazioni apportando, fra le altre, le ultime limature al testo dell'articolo 27 che ha l'obiettivo di rafforzare le misure a tutela dei consumatori nei loro rapporti con le banche.
In particolare, ad aggiungere nuove perplessità ai banchieri, è stata l'approvazione dell'emendamento che sancisce la nullità di «tutte le clausole, comunque denominate, che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido». In pratica, se l'esito di questo emendamento sarà confermato dall'aula di Palazzo Madama, gli affidamenti e gli sconfinamenti concessi dalle banche ai clienti potranno essere remunerati esclusivamente col tasso debitore sulle somme prelevate. Intendendo perseguire finalità di trasparenza contrattuale, la disposizione abrogherebbe tacitamente il nuovo articolo 117-bis del Tub che, introdotto dal Governo Monti nel decreto "salva Italia" nel dicembre scorso, regolamenta la remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti. Con un colpo di spugna, quindi, si cancellerebbero le commissioni omnicomprensive sugli affidamenti e di istruttoria veloce sugli sconfinamenti introdotte anche per sostituire le commissioni di massimo scoperto.
Su questo punto, tuttavia, emerge la contraddittorietà del deliberato della commissione la quale, in precedenza, aveva approvato anche il sub-emendamento 27.100/6 che nell'approvare modifiche al comma 2, dell'articolo 27 del decreto legge 1/2012 che tratta la disciplina transitoria proprio dell'articolo 117-bis del Tub, prevede l'adeguamento dei contratti in corso entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della delibera Cicr da adottarsi entro il 31 maggio 2012. Si tratta di due deliberati contraddittori sui quali l'Aula del Senato dovrà scegliere per deliberare in modo inequivoco. Incoerenze che lasciano ancora spazi di manovra alla lobby bancaria, almeno fino a quando il Governo presenterà l'atteso maxi-emendamento nel porre l'ormai quasi certo voto di fiducia sul decreto liberalizzazioni in Aula.
In commissione ieri è stato approvato anche un emendamento che estende ai mutui saldati prima delle "lenzuolate" di Bersani nel 2006, la cancellazione automatica delle ipoteche sulle case su cui il proprietario ha già finito di pagare il prestito, senza doversi recarsi dal notaio e senza spese.
Ma tra gli altri forti dubbi espressi dal mondo bancario sul decreto liberalizzazioni vi è il passaggio inerente la libertà che va data al cliente di scegliersi la polizza sulla vita più conveniente da abbinare al mutuo (senza dover accettare obbligatoriamente quella proposta dalla stessa banca), oltre a quello relativo alla gratuità dei conti correnti per i pensionati fino a 1.500 euro al mese. «Su quest'ultimo punto – ha affermato ieri Mussari – siamo disponibili a offrire conti correnti gratuiti per i pensionati al minimo, ma non ci convince che questa gratuità sia estesa a tutti i pensionati fino a 1.500 euro. Se siamo imprese dobbiamo essere trattate come tali e non ci si deve chiedere di far pari o di perdere. Va bene la trasparenza, ma consentiteci di fare il nostro mestiere».
Un ultimo fronte caldo è quello relativo ai sistemi di pagamento. Contraddicendo lo spirito di un provvedimento che mira a ridurre le spese per i cittadini, il decreto liberalizzazioni presentato dal Governo in commissione sospendeva l'articolo 34, comma 7, della legge 138/2011 che dal primo gennaio 2012 aveva reso gratuiti, sia per l'acquirente che per l'esercente, le transazioni inferiori ai 100 euro regolate con carte di pagamento. I lavori della commissione hanno cancellato questa sospensione, ma bisognerà attendere il voto definitivo del Parlamento per apprendere l'esito finale anche di questo andirivieni.

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