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Banche, sofferenze in calo

Continua a migliorare la qualità del credito delle banche con un livello di sofferenze mai così basso da sei anni, mentre si conferma il trend positivo per i prestiti alle imprese e alle famiglie.Bene la raccolta, anche se continua a soffrire quella da obbligazioni. I tassi di interesse restano a un livello molto basso, quello sui mutui aggiorna il minimo. Sono questi i dati principali contenuti nel rapporto mensile dell’Abi.

Ad aprile risulta in flessione la dinamica delle sofferenze nette che si attestano a 51 miliardi, registrando una diminuzione dai 52,8 miliardi del mese precedente e attestandosi sul valore più basso da aprile 2012. Si conferma quindi un trend in forte calo rispetto al dato di dicembre 2016 quando le sofferenze nette erano pari a 86,8 miliardi. In particolare, la riduzione è di quasi 38 miliardi rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 quando erano pari a 88,8 miliardi). Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente le sofferenze nette sono diminuite di circa 26,5 miliardi (-34,1% la variazione annua, -7,8% ad aprile 2017). Il rapporto sofferenze nette-impieghi totali si è ridotto al 2,96%, in netto calo rispetto al 4,89% di dicembre 2016.

A maggio 2018 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.769,7 miliardi di euro è stato superiore, di oltre 41 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.728,4 miliardi di euro.

Dai dati al 31 maggio 2018, emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua di +2,3%, proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere: il tasso di crescita annuo risulta su valori positivi da oltre due anni. Tale evidenza, ha precisato l’Abi, emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese. Confermata ad aprile la crescita del mercato dei mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie ha registrato una variazione positiva di +2,6% rispetto ad aprile 2017 quando già si manifestavano segnali di miglioramento.

A maggio, i tassi di interesse applicati ai prestiti alla clientela si collocano sui minimi storici: il tasso medio sul totale dei prestiti e pari al 2,64%, minimo storico (2,65% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Al minimo storico anche il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni che e risultato pari a 1,83% (1,84% ad aprile 2018, 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso.

Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,50% (1,47% il mese precedente, valore prossimo al minimo storico di 1,42% segnato a gennaio 2018; 5,48% a fine 2007). In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a maggio 2018, di circa 74,5 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +5,3% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 53,7 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -17,1%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a maggio 2018 una variazione su base annua di +1,2%.

Il margine fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a maggio 2018 è risultato pari a 189 punti base (191 punti base il mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).

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