Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche, si punta a un decreto

di Rossella Bocciarelli e Marco Rogari

L'Abi fa quadrato sulla linea del presidente Giuseppe Mussari e "congela" le dimissioni annunciate dal comitato di presidenza lo scorso 1° marzo dopo la norma "azzera-commissioni" varata dal Senato, fino a quando la disposizione verrà cambiata. La soluzione appare più vicina anche se resta qualche tensione tra il Governo e i partiti. Pd e Pdl, inizialmente su posizioni diverse, nel pomeriggio si sono trovati d'accordo sul ricorso a un decreto legge correttivo del solo capitolo banche. La partita però non è ancora chiusa. Tra l'Esecutivo e le forze politiche che lo sostengono continua infatti il rimpallo su chi debba compiere operativamente il primo passo per sancire la marcia indietro.
Il Governo chiede un atto formale al Parlamento, che potrebbe concretizzarsi oggi in una proposta di risoluzione o di ordine del giorno (come indicato dall'Udc) da sottoporre già oggi pomeriggio al premier Mario Monti quando si presenterà davanti alle commissioni Attività produttive e Finanze di Montecitorio, dove è in corso l'esame sul decreto liberalizzazioni, destinato a concludersi la prossima settimana senza sorprese. Fino a tarda sera però su questo fronte non c'erano novità, come ha sottolineato lo stesso sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che anzi ha tenuto a ribadire che non spetta all'Esecutivo compiere la prima mossa: «È una norma votata dal Parlamento. Il parere del Governo era contrario. Se il Parlamento ritiene di modificarla noi siamo ben lieti di farlo».
Una lunga giornata quella di ieri, insomma. Che è cominciata con gli incontri tra i vertici dell'Abi e i partiti. Incontri in cui sono stati affrontati vari temi, compreso quello, come ha fatto sapere il presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, dei crediti vantati dalle imprese nei confronti dello Stato. Una massa di 60-65 miliardi che – ha detto Finocchiaro – «potrebbe essere ridotta ai crediti più sicuri, quelli dello Stato Centrale. Si tratterebbe di oltre 17 miliardi, una forte iniezione di liquidità nel sistema imprenditoriale».
Al centro degli incontri è stato il nodo della norma azzera-commissioni, contestata dall'Abi fin dalla sua introduzione al Senato. È noto che le stime circolate nel mondo creditizio parlano di oneri per svariati miliardi derivanti dall'emendamento: ma ieri, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Altieri dopo la riunione di Consiglio ed esecutivo, il vicepresidente Patuelli ha messo in evidenza che l'emendamento così com'è è anche privo di copertura, visto che per via dei mancati ricavi bancari si verificherà anche una flessione del gettito fiscale.
Mussari ha comunque ricercato attivamente il dialogo con le forze politiche (e la strategia del dibattito attivo dovrebbe continuare, visto che consiglio ed esecutivo dell'associazione dei banchieri hanno chiesto a presidente di andare a nuovi incontri con il Governo e con tutte le autorità di settore). Dalle conversazioni con Pdl, Pd e Udc «si intravedono – ha riassunto Patuelli – delle possibili soluzioni ed emerge un clima migliore». Dall'Udc Mussari ha incassato un appoggio esplicito. Per Pierferdinando Casini «la norma è sbagliata e va rimossa». Il Pd ha subito chiesto un decreto correttivo che avesse per oggetto solo le commissioni.
Più distaccato il segretario del Pdl, Angelino Alfano: «Il tema non ci appassiona», ha detto facendo intendere di voler rimandare la palla al Governo. Tuttavia Alfano ha rivolto alle banche cinque richieste per far ripartire il Paese promettendo in cambio un impegno per cambiare le norme di Basilea3 che frenano l'erogazione del credito.
Alla fine, dunque, la via d'uscita dovrebbe essere garantita da un decreto legge destinato a entrare in vigore simultaneamente con la legge di conversione del Dl sulle liberalizzazioni. Anche il Pdl, che in mattinata aveva ipotizzato correzioni non solo sul credito ma anche su assicurazioni e farmacie, in serata si è attestato sulla posizione del decreto correttivo limitato alle banche. Resta però l'impasse su chi tra Governo e partiti debba effettuare la prima mossa per risolvere la situazione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa