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Banche, si cerca l’intesa sugli anticipi

Accelerare i tempi di pagamento della cassa integrazione ordinaria e in deroga per l’emergenza Covid-19 attraverso l’anticipo del trattamento economico da parte delle banche al lavoratore. La convenzione oggetto del confronto a distanza proseguito ieri fino a tarda sera, con il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, l’Abi, i vertici delle associazioni datoriali, di Cgil, Cisl, Uil e le sigle dei bancari prevede l’apertura di credito in un conto corrente, se richiesto dalla banca, per un importo forfettario complessivo di 1.400 euro, parametrati a 9 settimane di sospensione a zero ore (ridotto proporzionalmente in caso di durata inferiore), da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

Si tratta di una prima risposta alla preoccupazione rilanciata ieri dal consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, secondo cui «sarà impossibile per milioni di lavoratori ricevere, nei tempi annunciati dal Governo, gli importi maturati per cassa integrazione, le procedure previste «non permetteranno tecnicamente di arrivare entro il 15 aprile alla liquidazione delle somme da erogare, servono modifiche normative e semplificazioni burocratiche». per i consulenti del lavoro occorrono almeno 60 giorni per superare tutti i passaggi procedurali, dunque, per una sospensione con decorrenza al 12 marzo solo a metà maggio arriverebbero i mandati di pagamento Inps.

La Convenzione riguarda i lavoratori dipendenti (anche soci lavoratori) in servizio allo scorso 23 aprile presso datori di lavoro che, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione del trattamento di integrazione salariale per l’emergenza Covid-19, abbiano disposto la Cig a zero ore ed abbiano fatto domanda di pagamento diretto da parte dell’Inps del trattamento di integrazione salariale ordinario o in deroga.

In base alla bozza del testo, l’erogazione del trattamento avviene attraverso l’apertura di credito in conto corrente da parte della banca che cesserà con il versamento da parte dell’Inps del trattamento di integrazione salariale, e potrà durare al massimo sette mesi. Abi, Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti, Confapi, Confedilizia, Confetra, Cgil, Cisl e Uil, Fisac, First, Uilca, Fabi e Unisin hanno discusso di estendere l’anticipazione all’assegno ordinario per Covid-19 del Fondo di integrazione salariale.

Per limitare l’accesso fisico alle filiali, con il rischio della diffusione del Coronavirus, le banche favoriranno il ricorso a modalità operative telematiche, con l’adozione di condizioni di particolare per evitare un aggravio di oneri. La bozza prevede che se la richiesta di integrazione salariale verrà respinta, o se allo scadere dei 7 mesi l’Inps non avrà versato la somma, la banca potrà richiedere l’importo dell’anticipazione al lavoratore. Se il lavoratore è inadempiente, secondo la bozza, la banca chiederà al datore di lavoro il saldo a debito del conto corrente dedicato.

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