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Banche, servono 1,2 miliardi

La Banca d’Italia stima in 1,2 miliardi il fabbisogno di capitale complessivo delle 15 banche sottoposte all’Asset quality review della Banca centrale europea necessario per centrare la soglia di patrimonializzazione richiesta.
La valutazione della Bce – che inizierà nelle prossime settimane per concludersi nel novembre del 2014 – prevede che venga rispettato un rapporto dell’8% tra il capitale di migliore qualità e le attività pesate per il rischio.
Nel Rapporto sulla stabilità finanziaria presentato ieri gli esperti di via Nazionale dicono che se calcolato su dati al 30 giugno 2013 il livello di patrimonializzazione dei 15 istituti nazionali coinvolti sarebbe risultato pari al 9,5%.«Rispetto alla soglia dell’8%, si registrerebbe per alcuni intermediari (sui quali è già elevata l’attenzione della Vigilanza e ai quali già sono state rivolte richieste per la necessaria ripatrimonializzazione) un fabbisogno di capitale di 1,2 miliardi, pari in complesso a circa l’1% delle attività ponderate per il rischio», si legge nel rapporto. Si tratta di una cifra molto distante da quelle che sull’Italia all’inizio di settembre erano circolate in alcuni reports di grandi banche d’affari straniere(c’era chi si era spinto a valutare lo shortfall in 20 miliardi) e che è invece coerente con gli stress test del Fmi.
Gli esperti di Washington che hanno realizzato il Financial assessment sull’Italia, guidati da Dimitri Demekas, sono in questi giorni in Italia proprio per presentare agli operatori i risultati del loro rapporto e cifrano il fabbisogno massimo di capitale delle banche italiane nel 2017, nell’eventualità dello shock di uno scenario avverso, tra i 6 e i 13miliardi, a seconda delle definizioni di capitale adottate.
Un punto critico nei bilanci bancari italiani è comunque costituito dall’elevato livello raggiunto dalle sofferenze dopo cinque anni di crisi che hanno ridotto di un quarto la produzione industriale italiana e di 9 punti il Pil: le partite deteriorate nette in giugno ammontavano a 114 miliardi. Informazioni preliminari della Banca d’Italia sul terzo trimestre indicano tuttavia una stabilizzazione del flusso delle nuove sofferenze in rapporto ai prestiti così come del flusso di nuovi prestiti deteriorati in rapporto ai finanziamenti complessivi. Per il 2014, però, è previsto al momento un calo lieve del tasso di ingresso in sofferenza dei crediti alle imprese (dopo aver raggiunto un picco del 4,7% annualizzato nel 2013 dovrebbe tendere verso il 4% il prossimo anno), a causa «dei ritardi con cui il miglioramento congiunturale si riflette sulla qualità dei bilanci bancari».

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